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Carbonizzatore, Ercolini attacca: «Il consiglio comunale si esprima»

Carbonizzatore, Ercolini attacca: «Il consiglio comunale si esprima»

Nell’incontro con i cittadini il presidente di Ambiente e Futuro chiede all’amministrazione di opporsi Sul fronte del “no” anche Porcari che ha votato una mozione per la procedura di inchiesta pubblica

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CAPANNORI. Anche il Comune di Capannori deve esprimersi politicamente sull'impianto di carbonizzazione di Salanetti. A chiederlo è Ambiente e Futuro con il presidente Rossano Ercolini.

Una posizione netta e chiara quella del noto esponente del movimento ambientalista. Una posizione ribadita durante l'incontro promosso mercoledì sera in municipio a Capannori alla presenza dell'assessore all'ambiente Matteo Francesconi, del vice sindaco del Comune di Porcari Leonardo Fornaciari, e del presidente di Ascit, Maurizio Gatti. In sala una trentina di cittadini rappresentanti dei comitati ambientalisti e i consiglieri di opposizione Simone Lunardi (5 Stelle), Paolo Rontani e Giovanni Marchi (Udc) di Capannori e Riccardo Giannoni (centrodestra) di Porcari. «Ci facciamo promotori di una richiesta al consiglio comunale di Capannori affinché si esprima anche politicamente, prendendo una posizione contraria a questo tipo di impianto», ha detto Ercolini.

L'incontro è stato organizzato per approfondire la proposta dell'azienda di costruire un impianto di carbonizzazione a Salanetti. Ercolini ha puntualizzato quanto già sostenuto pochi giorni prima in un'intervista al Tirreno. «Siamo favorevoli ad approfondire la tecnologia della idrocarbonizzazione termale, ma contrari a questa tipologia di impianto», ha ribadito il presidente di Ambiente e Futuro, nonché direttore del Centro Rifiuti Zero di Capannori.

Netta anche la posizione contraria del Comune di Porcari, ribadita dal vice sindaco Leonardo Fornaciari. «Prendo atto di quanto dichiarato dall'assessore regionale Remaschi sulla Via relativa al carbonizzatore per rimarcare la contrarietà del Comune di Porcari a questo tipo di impianti che, ad oggi, non danno alcun tipo di garanzia sugli impatti ambientali e sulla salute dei cittadini. Visto che, come sottolineato da Arpat, l'impianto non solo tratta rifiuti ma produce anche rifiuti, non sono assolutamente prevedibili i tipi di emissioni in atmosfera. L'impianto poi si andrebbe a inserire in un immobile industriale a poche decine di metri dal centro abitato di Porcari e con l'attuale quadro della qualità dell'aria della Piana di Lucca, non è possibile introdurre un elemento aggiuntivo di questo tipo che rappresenta una vera e propria incognita ambientale. Moltissimi cittadini, i comitati, il centro rifiuti zero nutrono per questo i nostri stessi dubbi e timori. Non a caso poi – prosegue l'assessore – il Comune di Porcari lo scorso 11 febbraio ha prodotto una articolata osservazione in possesso degli uffici regionali con la quale si chiede che l'iter procedurale venga rigettato e chiuso». Porcari ha chiesto una procedura di inchiesta pubblica (con una mozione del consiglio comunale) e chiede che si valuti secondo il principio di precauzione e non solo con la valutazione di impatto ambientale: serve una procedura che coinvolga i cittadini.

Nicola Nucci

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