Sicurezza
Caos migranti, Camaiore ci mette nei guai
Sichi: la situazione alle Tagliate va risolta Il campo va “alleggerito” di 70 persone
LUCCA. Dopo che il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto ha detto no a una tendopoli sul suo territorio, l’attenzione delle istituzioni si sposta su Lucca, dove il centro di smistamento di via delle Tagliate è stracolmo di richiedenti asilo e rischia il collasso. E il peggio deve venire: gli sbarchi sono continui e a giorni in provincia di Lucca potrebbero arrivare altre decine di profughi (si parla di 70). Si cerca una soluzione, prima che la tensostruttura diventi ingestibile.
Camaiore detta le condizioni. A inquietare le istituzioni lucchesi è stato il dietrofront del primo cittadino di Camaiore che ha bloccato la predisposizione di una struttura gemella di quella lucchese nel piazzale di fronte alla Misericordia. «In realtà io non avevo mai avallato tale soluzione – spiega il sindaco – Perché dovrei accettare sul mio territorio un modello che già a Lucca dimostra di non funzionare a causa della reticenza ad accogliere i migranti da parte di alcuni Comuni. Se gli hub si inceppano, si trasformano in campi profughi permanenti. Questo non lo possiamo permettere. A Camaiore non chiudiamo la porta ai richiedenti asilo, al contrario siamo pronti a riceverli con progetti sostenibili e di micro-accoglienza come già abbiamo fatto. Qui ci sono 44 migranti e presto ne prenderemo altri, a partire da 5 donne. Siamo disposti ad andare oltre la quota prevista dalla Regione Toscana (1 migrante ogni 600 abitanti), ma alle nostre condizioni e di certo non in tendopoli in cui i richiedenti asilo dovrebbero rimanere per mesi. Dobbiamo smetterla di trattare il fenomeno migratorio come un’emergenza: quello dei migranti è ormai un problema ordinario».
Lucca ribolle. Il cerino, dunque, resta in mano a Lucca. L’amministrazione comunale, per bocca dell’assessore Antonio Sichi, da tempo chiede l’alleggerimento della struttura di via delle Tagliate dove sono ospitati circa 170 migranti a fronte dei 100 per cui la struttura è pensata. L’ipotesi di un nuovo centro di smistamento era vista come una manna dal cielo capace di alleggerire la tensostruttura gestita dalla Croce Rossa. Anche in vista dei nuovi arrivi previsti in questi giorni a seguito dei continui sbarchi sulle coste italiane. Si è parlato di 70 nuovi migranti per ogni provincia. «Che devo dire? – spiega Antonio Sichi – Noi abbiamo fatto la nostra parte accogliendo i migranti che ci spettano, ma non ci genuflettiamo di fronte a nessuno. Se la prefettura non svuoterà al più presto la struttura delle Tagliate ma al contrario pensa di metterci dentro altri migranti, lo farà senza la copertura politica del Comune. La situazione va risolta quanto prima: il prefetto nell’ultimo incontro aveva parlato di 15 giorni. I tempi sono maturi. Il sindaco di Camaiore? Capisco che non abbia voluto una tendopoli sul suo territorio. Anche noi, come la Regione Toscana, non siamo per questo tipo di accoglienza, ma essendo capoluogo di provincia non abbiamo avuto scelta». E con l’arrivo dell’estate e le temperature che si alzano sopra i 30° gradi, tenere 170 persone sotto le tende rischia di essere pericoloso dal punto di vista igienico-sanitario. Su questo il sindaco Alessandro Tambellini farà delle valutazioni già nei prossimi giorni. La volontà del Comune è quella di evitare il muro contro muro col prefetto, a patto che la situazione si sblocchi: «Devono togliere al più presto 70 persone dalla tensostruttura – spiega Sichi – Siamo disponibili ad andare oltre la quota prevista per il nostro Comune (Lucca ha già più di 140 migranti in strutture di prima accoglienza), prendendo un’altra trentina di profughi. Ma la situazione che c’è alle Tagliate va subito risolta».
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