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BLITZ DELLA FINANZA A CAMPORGIANO

Sequestro dei beni, il 9 giugno decidono i giudici del Riesame

Sequestro dei beni, il 9 giugno decidono i giudici del Riesame

CAMPORGIANO. Dopo il sequestro preventivo del Gico della tributaria della Guardia di Finanza di Firenze su beni mobili e immobili per un valore di 17,7 milioni di euro riconducibili all’imprenditore...

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CAMPORGIANO. Dopo il sequestro preventivo del Gico della tributaria della Guardia di Finanza di Firenze su beni mobili e immobili per un valore di 17,7 milioni di euro riconducibili all’imprenditore Pietro Raffaelli, 68 anni, versiliese e grande appassionato di calcio, c’è grande attesa per giovedì 9 giugno quando il tribunale del Riesame dei diritti reali composto dai giudici Valeria Marino, Alessandro Dal Torrione e Giuseppe Grotteria si esprimerà nel merito. Confermare il sequestro che attraverso ulteriori gradi di giudizio può trasformarsi in confisca, annullare il provvedimento oppure modificarlo in modo che i beni in tutto o in parte tornino al diretto interessato titolare. Tornando al blitz dei finanzieri è bene specificare che il sequestro riguarda l'agriturismo Borgo a Biaia di Camporgiano, intestate alla società Borgo a Biaia srl che a sua volta è intestata alla signora Maria Biada. Ma solo l’immobile e non l’operatività dello stesso che ospita un discreto numero di migranti. Perché la convenzione con la Prefettura non è stata stipulata con società della galassia Raffaelli, ma con la cooperativa Odissea che non ha niente a che fare con le società sequestrate. Quindi l’accoglienza dei migranti continuerà nell’agriturismo di Camporgiano con la differenza che il canone di locazione dovrà essere versato all’amministratore giudiziario. Oltre all’edificio in muratura (agriturismo) i finanzieri hanno sequestrato le quote della società agricola Borgo a Biaia srl, a responsabilità limitata semplificata con altra partita Iva e intestata a un ex dipendente di Raffaelli. E inoltre l'azienda agricola Fontanello, ovvero i terreni su cui sorge l'agriturismo. E ancora tre società aperte a Roma, dove c’è solo la sede legale. Tutte intestate a figli e a 4 prestanome. Sigilli anche a vari appartamenti in Garfagnana e Lucchesia e ben 74 terreni in tutta la provincia. Sequestrate anche due auto intestate alle società e tutti i beni in possesso dell'azienda agricola Fontanello: attrezzi agricoli, ruspe, camion.

Luca Tronchetti

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