Il dolore
Protesta dal quartiere Sant'Anna: «Modificate i percorsi Lam»
Lucca: un problema per chi non guida arrivare a negozi, supermercati e ospedale
LUCCA. Possono alcune modifiche di un centinaio di metri al percorso di due navette e un fosso di una strada non più pulito da anni recare danni alla vita quotidiana di una persona? Questioni apparentemente di poco conto per giovani e automobilisti risultano invece di elevato interesse dal punto di vista delle persone anziane impossibilitate a portare l’automobile. Serenella Gianassi, Lidiana Fortini, Laura Peschiera e Manuela Pieruccini sono quattro signore che hanno in comune il fatto di risiedere nella zona nord est del quartiere di Sant’Anna. Ognuna di loro ha le proprie necessità: c’è chi è portavoce di coloro che lavorano in centro storico e, soprattutto ,portavoce di quelle persone anziane con i fisiologici acciacchi dovuti all’età e con le necessità di chi deve recarsi spesso all’ospedale, oppure a fare la spesa per casa propria e per accogliere i nipoti quando i loro genitori lavorano.
Pur con le loro necessità e le difficoltà fisiche che non permettono di guidare o prendere la bicicletta, non hanno perso lo spirito battagliero e il desiderio di aiutare e farsi portavoce di tutte le famiglie con anziani che risiedono in quest’area del quartiere di Sant’Anna, quella con il tasso più alto di residenti oltre i 65 anni e fatta di palazzi e condomini che rendono l’area tra quelle con il tasso più alto di densità, dopo l’area di Via de Gasperi e piazzale Sforza - via Matteotti. Le combattive pensionate chiedono soluzioni per avere un servizio di trasporto pubblico efficiente e, laddove hanno necessità di spostarsi a piedi, di poterlo fare in sicurezza.
«Siamo residenti nell’area via Meassino, via Cavalletti e nei pressi del tiro a segno. Il 2014 è stato l’anno in cui le modifiche ai percorsi delle circolari ci hanno recato parecchio danno. Fino al giugno di quell’anno, infatti, le linee 6 e 16 della Ctt ci risolvevano enormi problemi. Con la Lam Blu, queste circolari erano in grado di poterci portare al supermercato, al cimitero o all’ospedale in modo accettabile. Successivamente, abbiamo avuto disagi enormi nel fare la spesa o per recarci al San Luca». Nell’estate 2014, in pieno agosto, le signore non sono andate in vacanza: «Abbiamo raccolto più di cento firme con altrettanti questionari compilati da residenti nel quartiere, molti ultrasessantenni. Abbiamo dimostrato in tal modo la necessità di avere un ripristino in zona di qualche fermata in più in via Cavalletti, da cui poi sopraggiungono tutte le traverse fino a via Vecchi Pardini». Serenella e Lidiana mostrano i fogli debitamente conservati, con la ricevuta dell’Urp del Comune, ove è riportato il titolo del loro esposto: “Richiesta Lam blu attualmente sospesa nella zona interna di S. Anna”. Oggi, per andare alla Coop, al Mercatone Uno o nei negozi della zona ovest di S. Anna, più ricca di servizi, chi risiede dalla parte opposta del quartiere deve fare un percorso arzigogolato: «Prendere la circolare 5 per raggiungere via Catalani, percorrere 200 metri a piedi per recarsi in viale Puccini per salire sulla Lam Blu, che non arriva più ai centri commerciali ma si ferma in via Don Sturzo, nei pressi della rotonda di via Einaudi senza più proseguire.Questo ci comporta il dover percorrere un altro tratto di 400 metri a piedi. Anche raggiungere l’Esselunga di viale Carlo del Prete ci comporta il prendere due circolari, così come per andare al cimitero». Il cimitero in linea d’area sarebbe vicino, ma qui sorgono altri problemi. Dice Lidiana: «Per rendere omaggio ai defunti è impossibile recarsi a piedi. I marciapiedi sono stretti, spesso percorsi da biciclette oppure incolti e con l’erba. Da quando non c’è più il vivaio Testi, quando viene tagliata l’erba questa non viene raccolta: cade nel fosso che non svolge più il suo compito di far scorrere le acque. Il marciapiede per raggiungere il cimitero è in pessime condizioni e la strada si allaga, così quando piove le auto ci bagnano e il tragitto a piedi di 400 metri diventa tragico».
Altra nota dolente è il raggiungimento dell’ospedale. L’ironia non manca alla quattro energiche signore: «Più in là con il tempo andiamo, più il San Luca frequentiamo. Il primo viaggio della nostra unica navetta 5 parte da via Cavalletti alle 9.24, orario in cui spesso siamo già stati visitati. Non possiamo chiedere a figli, generi e nuore per chiedere un passaggio». Le richieste sono sintetizzate da Serenella: «Nei limiti delle regole e dei rapporti con i lavoratori, sarebbe importante per noi che quelle centinaia di metri di percorso delle navette fossero nuovamente ripristinati. La 5 non può fermarsi in via Don Sturzo, ma sarebbe importante che possa fermarsi all’altezza della farmacia comunale lungo la Sarzanese, oltre via De Gasperi. Oppure, allungare il tragitto della Lam Verde che ci agevolerebbe il raggiungimento verso il cimitero e l’Esselunga. Se questa potesse raggiungere via Cavalletti anziché fermarsi 300 metri prima presso il Palasport, eviteremo tragitti a piedi tra marciapiedi da risistemare e impraticabili con le piogge».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
