Il dolore
Ritrovate statue e tele, rigattiere nei guai
Cinque mesi dopo il furto nella casa paterna di un imprenditore i carabinieri recuperano opere d’arte per 50mila euro
LUCCA. È un rigattiere locale di 47 anni figlio d’arte - il padre in passato ha subito condanne per aver commerciato dipinti, quadri e arredi sacri provento di furto - il primo ricettatore individuato dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Firenze nell’ambito di un’inchiesta di contrasto al fenomeno dei «ladri d’arte» che da un po’ di tempo colpisce in modo particolare la Lucchesia. Una prima risposta dell’Arma a cui ne seguiranno altre sempre nel filone del commercio illegale di opere d’arte e dei furti su commissione identici a quello che venne messo a segno la notte di Capodanno nella villa di Lunata, all’epoca disabitata, del padre di un imprenditore di 56 anni. Chi entrò in quella dimora sapeva bene che all’interno c’erano sculture e tele di pregio e che non avrebbe trovato alcuna opposizione.
Le opere recuperate. Cinque mesi dopo tutte le 10 opere trafugate da quella casa sono state recuperate. Si tratta di una scultura in pietra raffigurante un soldato, una statuta in legno del XVIII secolo raffigurante un moro, un’altra in legno policromo, sempre dello stesso secolo, raffigurante un angelo alato, una terza di identico periodo e forma raffigurante un angelo alato con cornucopia, un tabernacolo dorato del XIX secolo, un telamone in legno dorato del XVIII e un dipinto olio su tela del XVIII secondo che raffigura il Cristo che cade sotto la croce. Oggetti ritrovati due settimane fa dai carabinieri della tutela patrimonio culturale assieme a quelli di Capannori in tre depositi - un container, un capanno in alluminio e uno in legno - situati in un bosco a Segromigno. Opere stimate sul mercato in 50mila euro.
Il rigattiere. Ma a permettere ai carabinieri di arrivare sino alla scoperta dei luoghi adibiti a magazzino delle opere d’arte è stata la fretta del rigattiere lucchese a mettere in vendita gli oggetti rubati. E la iella di averli esposti in una bancarella durante un mercato antiquario a Gonzaga (Mantova) proprio mentre il proprietario delle opere trafugate si trovava lì per cercare qualche pezzo di pregio per la sua collezione. Alla vista del dipinto olio su tela 70x100 del XVIII secolo raffigurante la Maddalena che bacia il Cristo risorto, un reliquiario in legno del XVII secolo raffigurante una santa e una cornice nera (valore complessivo delle opere 6mila euro) rubate a Capodanno, l’imprenditore avvertì subito i carabinieri di Gonzaga che, dopo il controllo sulla banca dati, convocarono il rigattiere lucchese e lo denunciano per ricettazione. Accade il 30 marzo, tre mesi dopo il furto di Lunata. A quel punto gli investigatori del nucleo tutela patrimonio diretti dal capitano Lanfranco Disidio vengono informati dai loro colleghi del mantovano e iniziano a pedinare il robivecchi lucchese. Sino a quando non ottengono un decreto di perquisizione e nei container a Segromigno trovano quello che cercavano. Non solo. Lì dentro ci sono anche altre opere di valore di sospetta provenienza illecita. Ora il cerchio sta per chiudersi.
Luca Tronchetti
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