Il Tirreno

Lucca

attacchi a segretaria e presidente

L’opposizione non ci sta Ricorsi a prefettura e Tar

LUCCA. Dopo la bagarre che ha investito l'approvazione del piano strutturale durante il Consiglio comunale terminato martedì a notte fonda senza gli esponenti delle opposizioni, adesso per questi...

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LUCCA. Dopo la bagarre che ha investito l'approvazione del piano strutturale durante il Consiglio comunale terminato martedì a notte fonda senza gli esponenti delle opposizioni, adesso per questi ultimi si passa al piano B. Nei prossimi giorni, sarà infatti Piero Angelini di Governare Lucca a rivolgersi alla Prefettura «per capire - afferma - se sia giusto che un consigliere venga trattato così da un funzionario pubblico, dopo che le mie questioni pregiudiziali erano state accettate e vidimate dal segretario e poi invece dichiarate non accettabili». Intanto non si esclude nemmeno la possibilità di un ricorso al Tar per l'annullamento della seduta.

A dare la notizia, sono i consiglieri Roberta Bianchi (Fds), Roberto Lenzi (Idv), Piero Angelini (Governare Lucca), Marco Martinelli e Mauro Macera (Fi), con le deleghe di Laura Giorgi (M5S), Lido Fava e Nicola Buchignani (Alternativa civica).

«Tutto inizia a dicembre, quando ci viene negata la cartografia finché la giunta non approva il piano - spiega Angelini -. Cartografia che viene rilasciata a metà aprile, mentre il presidente della Commissione urbanistica, Lucio Pagliaro, stila il calendario per presentare gli emendamenti e votare. Si arriva così all'ordine di Sichi di votare il 24 maggio, poi al rinvio del 30. Giovedì scorso il presidente Garzella propone il 9, ma ritirando alcuni emendamenti: cosa che sembra andare in porto fino al veto di Sichi. Così, lunedì 30 il Consiglio va deserto per colpa della maggioranza e martedì 31 accade quello che accade».

Tre le questioni fondamentali presentate dall'opposizione: la documentazione consegnata, la procedura di convocazione e la durata della seduta. «Il sindaco prima ha mandato alle ortiche la coalizione che lo aveva eletto, poi il mondo dei Comitati e ora ha trovato l'appoggio di Luca Leone e Pietro Fazzi, esponenti di quel centrodestra che diceva di voler contrastare - afferma Lenzi -. Le questioni pregiudiziali, soprattutto quelle di merito, sono l'unico mezzo per le minoranze di illustrare le carenze di una pratica. Le questioni sollevate in Consiglio e soprattutto quelle contro la cui trattazione il sindaco si è espresso, avevano questo scopo». Sul tema, interviene anche Angelini, portando all'attenzione l'articolo 38 del regolamento del Consiglio comunale, comma 1. «Tambellini ha intimidito il Presidente - dichiara - Il nostro è stato ostruzionismo, ma sarebbe cessato se la maggioranza avesse approvato la proposta di Matteo Garzella». Un pugno di ferro che porterà alcuni degli otto consiglieri a non prendere parte alle future conferenze dei capigruppo. «È un dato oggettivo: le decisioni non contano niente», afferma Martinelli facendo riferimento all'orario non rispettato, ma fissato in questa occasione, dalle 21 all'una di notte, oltre il quale sospendere il Consiglio.

«Si è presentata una scena mai successa - prende la parola Mauro Macera -. Si è optato per andare avanti ad oltranza. Un fatto di una gravità unica: il presidente del consiglio che, fino ad allora aveva sempre cercato di essere equilibrato, non ha avuto il coraggio di chiudere. Un atto di forza fuori da ogni logica e situazione». La stoccata arriva secca nei confronti di Matteo Garzella. «Abbiamo lasciato l'aula con Battistini che ci definiva “la minoranza delle minoranze” - aggiunge Martinelli - Per noi si sono travalicate le regole democratiche di un Consiglio comunale ed è venuta a mancare la figura che doveva garantire il corretto svolgimento dell'assemblea. Il presidente del Consiglio non deve dare retta a pressioni indebite». Oltre a chiedersi il perché di tanta fretta, Bianchi porta poi all'attenzione la mancata pubblicizzazione degli atti in tempo. «È stato leso il diritto alla trasparenza e quello di tutti i cittadini di sapere cosa accade».

Flavia Barsotti

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