Il Tirreno

Lucca

«Il centro è una mangiatoia»: commercianti contro Eataly

Il fondo in via Fillungo  dove dovrebbe aprire l'Hamburgheria di  Eataly
◗
Il fondo in via Fillungo dove dovrebbe aprire l'Hamburgheria di Eataly

Lucca, duro intervento di Confcommercio che torna a chiedere il piano delle funzioni, ma intanto incarica un professionista per la predisposizione dello strumento

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Fondo sfitto uguale una nuova attività legata al mondo della ristorazione. Risultato: il centro storico si sta trasformando in una «sorta di mangiatoia nonostante sia ormai saturo dal punto di vista dell’offerta gastronomica». Ne è convinto il sindacato Fipe ristoratori di Confcommercio che interviene dopo l’annunciata apertura dell’Hambugheria di Eataly in via Fillungo. La trattativa infatti, come dichiarato dallo stesso titolare della catena di fast food torinese, Fabrizio Cardamone, «è ben avviata» e presto in quello che fino a poco tempo fa era il negozio di abbigliamento “Vela” di Massimo Rebecchi, troverà spazio un’altra attività gastronomica. Una notizia che ha scatenato un duro intervento del sindacato dei ristoratori, il quale torna a fare pressione affinché si intervenga per placare gli «effetti devastanti delle liberalizzazioni promosse dal governo Monti» dichiarando che «il tempo delle promesse è finito».

«Purtroppo - afferma il Fipe - questo è solo l’ultimo frutto in ordine di tempo di una politica che l’esistenza di un piano delle funzioni mirato a regolamentare le attività esistenti avrebbe potuto evitare. Il problema è vecchio di anni e nonostante Confcommercio ribadisca da tempo la necessità di questo strumento, ad oggi nessuno si è mosso in concreto. È ovvio che non si possa più continuare di questo passo, la situazione è diventata inaccettabile». Ma ad essere convinto della necessità assoluta e immediata del piano delle funzioni non è solo il Fipe, bensì tutto il sistema Confcommercio, tanto che a portare palla in questa partita è proprio l’associazione di categoria, la quale ha affidato a un professionista di sua fiducia l’incarico di lavorare alla predisposizione di questo strumento che resta però di competenza comunale.

Ad annunciarlo è stato lo stesso presidente di Confcommercio, Ademaro Cordoni, durante un’assemblea di zona che si è tenuta lunedì sera a Palazzo Sani.

Un altro tema da affrontare è poi, secondo la Commissione centro storico per la zona nord ovest presieduta da Giovanni Martini, quello del proliferare indiscriminato di minimarket all’interno della città. Argomento, questo, su cui interviene una componente della commissione, Caterina Volpi. «In un momento del genere - afferma Volpi - come ribadito più volte dal nostro presidente Martini, appare evidente che il centro storico sia ai minimi storici in termini di residenza, di presenza di uffici e servizi sia pubblici e privati, e debba fare i conti con un turismo che nei mesi di bassa stagione fa molta fatica. Ebbene, in questo contesto così difficile e complicato, ai limiti dell'insostenibile per i piccoli negozi, si assiste da qualche mese all'apertura senza freni di attività che, trincerandosi dietro al cavillo della superficie inferiore ai 300 metri quadrati, aprono all'apparenza come negozi di vicinato pur essendo in realtà - per merceologia messa in vendita - dei veri e propri minimarket».

«Sino a poco tempo fa - prosegue Volpi - in città c'era una sola attività del genere, a fianco al mercato del Carmine: a oggi siamo già a tre, ma i negozi di questo tipo stanno per diventare cinque, con le aperture ormai prossime di piazza San Frediano e via Vittorio Emanuele. Un'evoluzione, questa, che si sta concentrando soprattutto sulla zona ovest del centro storico, dove a breve saranno addirittura tre i minimarket esistenti, ma il problema in realtà coinvolge tutta la città. Ribadiamo con forza che è di minimarket che stiamo parlando, non certo di negozi di vicinato tradizionali. Tutto questo creerà, sì, posti di lavoro nuovi, ma al tempo stesso distruggerà il precario equilibrio esistente per tante piccole attività che rischiano di chiudere per l'eccesso di offerta rispetto alla domanda esistente. Ecco perché - termina la componente della commissione - chiediamo l’immediato blocco di queste aperture e di pari passo, la realizzazione da parte dell'amministrazione comunale di quel piano delle funzioni per cui Confcommercio si batte da anni».

(f.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa