La manifestazione
Nel piano di area Lucca punta sull’oculistica
I sindaci si battono perché nel Pav siano riconosciute le eccellenze dell’ospedale San Luca
LUCCA. Rete ospedaliera, Lucca punta sull’oculistica. In questi giorni sono in corso le grandi manovre per la predisposizione del Piano di area vasta (Pav). I sindaci della Piana nei giorni scorsi hanno raccolto le loro osservazioni al documento predisposto dall’Asl nord ovest per coordinare l’offerta complessiva dei percorsi assistenziali. L’obiettivo dei sindaci è valorizzare le eccezionalità del territorio lucchese. E Alessandro Tambellini, presidente della conferenza zonale, si fa portavoce di tale istanza: «Il piano giratoci dall’Asl al momento è molto generico – spiega Tambellni – Noi sindaci stiamo cercando di riempirlo di contenuti. Gli argomenti sono diversi. Partiamo dall’impiego delle risorse: a nostro avviso devono essere utilizzate per creare servizi realmente integrati. Mi riferisco, ad esempio, al rapporto tra sanità ospedaliera e territoriale. Le strutture territoriali non possono essere semplicemente “prestazionali”, luoghi in cui si fanno solo esami e trattamenti specifici. Al contrario, devono farsi carico anche dei pazienti, per esempio di quelli che soffrono di malattie croniche. L’idea è far diventare realtà le case della salute».
L’altra questione che sta a cuore ai sindaci (e di conseguenza ai cittadini) riguarda gli equilibri funzionali tra i vari presidi nel contesto dell’area vasta. Lo spauracchio dei sindaci è l’ospedale di Cisanello che, per dimensioni e specializzazioni, rischia di fagocitare pazienti e risorse a scapito degli altri territori. «Gli ospedali di primo livello come il nostro continueranno a svolgere tutti i tipi di prestazioni a servizio del territorio. Su questo non ci piove. Poi, all’interno del Piano di area vasta, si cercherà di valorizzare gli elementi vocazionali sviluppati nel corso del tempo dai vari ospedali – spiega il primo cittadino – Qui a Lucca ce ne sono diversi: penso alla radiologia, dove abbiamo un acceleratore lineare come pochi in Italia. Oppure alla chirurgia e alla pediatria. Senza dimenticare il settore dell’oculistica, che è altamente specializzato e all’avanguardia. Una tradizione, la nostra, che nasce a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 con il professor Perelli e prosegue con la banca delle cornee. È uno dei fiori all’occhiello della nostra sanità. Questi elementi vocazionali non vanno mortificati, anzi dovremo stabilire dei criteri per il loro potenziamento nell’ambito dell’area vasta».
Accreditarsi come ospedale di riferimento per gli interventi più complicati in ambito oculistico, significa accaparrarsi i pazienti di altri territori attraverso una mobilità regolata e non più spontanea. E di conseguenza avere risorse per incrementare servizi e macchiari. Per questo è una partita da non perdere. Il 13 giugno i sindaci metteranno a punto uno schema con le varie proposte. Poi le conferenze zonali dell’Asl nord ovest si riuniranno per le ultime osservazioni. L’obiettivo è arrivare alla fine del mese avendo definito l’atto di indirizzo che poi verrà tradotto nel Piano di area vasta.
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