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«Serve la fusione con San Romano»

«Serve la fusione con San Romano»

PIAZZA AL SERCHIO. Sconfitta con il 44% dei voti cinque anni fa, già candidata alle elezioni per il parlamento europeo ed anche alle politiche, Lia Pierami si propone nuovamente candidato a sindaco...

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PIAZZA AL SERCHIO. Sconfitta con il 44% dei voti cinque anni fa, già candidata alle elezioni per il parlamento europeo ed anche alle politiche, Lia Pierami si propone nuovamente candidato a sindaco di Piazza al Serchio. 59 anni, medico Asl, è appoggiata dalla lista civica “Piazza nel Cuore”.

«È una lista indipendente. L’appoggio del sindaco Puglia? Stimava molto mio marito (il compianto dottor Roberto Nobili, ndr) ed anche me e così si è speso per la mia candidatura. La priorità è la sanità. Io vivo questo mondo e so che stiamo rischiando di perdere, giorno dopo giorno, i servizi all’ospedale di Castelnuovo che invece necessita di un potenziamento».

La sanità è dunque un punto principale del programma dell’unica candidata a sindaco donna di questa sessione elettorale in Garfagnana. Per far sì che Piazza al Serchio possa recitare un ruolo sempre più importante, le idee di Pierami sono chiare. È necessaria la fusione con San Romano: «L’iter è già stato avviato da Fantoni e Mariani da ormai due anni. Io voglio andare avanti, voglio proporre subito il referendum ed andare alla fusione entro fine anno. È l’unica strada per sopravvivere. La fusione sarà utile per abbassare la pressione fiscale e fare ancora meglio di quanto fatto fino ad oggi per la nostra comunità. Il “campanile”? Credo che i cittadini siano maturi per questo, non avverto un problema in tal senso».

Quali sono gli interventi di cui necessità maggiormente il territorio comunale?

«Dobbiamo rilanciarci dal punto di vista turistico attraverso la riqualificazione di diversi ambienti. Poi ci sono le richieste stringenti che abbiamo raccolto dai cittadini nei nostri numerosi incontri sul territorio. I cimiteri prima di tutto perché ormai i posti sono pochi ed è necessario pensare ad un ampliamento. C’è poi la questione delle chiese. Dopo il terremoto del 2013, alcune sono ancora inagibili. Per i cittadini è un punto importante perché sono luoghi simbolo per le nostre comunità e quindi dobbiamo fare pressione sulla Diocesi perché intervenga ed aiutarla per quanto ci sarà possibile anche nelle sedi amministrative. Infine, un terzo luogo sul quale intervenire sono gli impianti sportivi. In particolare, molte richieste sono per la copertura della piscina. Soprattutto per la sua funzione riabilitativa, fino ad oggi chi ne ha bisogno nei mesi invernali è costretto a recarsi fino a Castelnuovo».

Progetti dunque concreti, necessità immediate. Ma qual è il sogno nel cassetto?

«Intervenire sulla viabilità. Sia verso Lucca, dove comunque sono stati fatti tanti passi avanti, che soprattutto verso Aulla. Migliorare quel collegamento sarebbe una opportunità in più per tutta l’alta Garfagnana».(l.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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