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Oltre duemila cartelle per l’evasione sui rifiuti

Oltre duemila cartelle per l’evasione sui rifiuti

Il Comune vuole recuperare 1.850.000 euro non pagati per la Tares del 2013 e incarica Lucca Holding Servizi. La previsione è di incassare il 57% del dovuto

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LUCCA. Se avete regolarmente pagata la tassa sui rifiuti nel corso del 2013 fareste bene a ricercare le ricevute. Sono infatti in partenza migliaia di cartelle per chi non è in regola con la Tares, come si chiamava l’imposta sulla spazzatura tre anni fa.

L’importo complessivo, così come è stato comunicato agli uffici di palazzo Orsetti da Sistema Ambiente è di quelli importanti: si tratta di 2.711 “partite” per una cifra che arriva a 1.850.962 euro. La legge prevede che la notifica arrivi a casa del contribuente entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento diventa difinitivo.

Per questo è stato dato mandato alla Lucca Holding Servizi, che dal luglio dello scorso anno si occupa della riscossione (volontaria e coattiva) delle imposte comunali e delle sanzioni per il codice della strada.

Ovviamente, sarà difficile per il Comune incassare tutto il dovuto. E questo viene anche riconosciuto nei documenti che danno il via all’operazione. Infatti si segnala come la media di riscossione della Tares, clacolata nel rendiconto del 2015 si attesta all’81,73%. Questa cifra, però, è in qualche misura “ingannevole”. Essa comprende infatti sia la riscossione volontaria che quella coattiva, sicuramente più a rischio. Per questo lo stime dell’amministrazione comunale arrivano a prefigurare un incasso di poco meno del 60% di quanto complessivamente dovuto: il 57,21%, cioè un milione e 58.000 euro. Proprio su questa cifra viene calcolata la somma che Lucca Holding Servizi porterà a casa come compenso, cioè poco meno di 53.000 euro, corrispondente al 5% di quanto effettivamente incassato e riversato al Comune.

Non è un caso che sia proprio la Tares a fornire i numeri più imponenti nella lotta all’evasione messa in campo dal Comune di Lucca. I dati dell’elenco crediti di dubbia esigibilità (un allegato del bilancio del municipio) segnalano infatti che quella della spazzatura è la voce maggiore. E anche molto antica nel tempo. Basti considerare qualche esempio. Per il 1999 (diciassette anni fa!) sono ancora in “ballo” oltre 280.000 euro. Per il 2000 la cifra sale a quasi 600.000 euro. Per l’anno 2002, si sfiora il milione di euro. E così via, man mano che ci si avvicina ai giorni nostri.

I rifiuti, tuttavia, certo non esauriscono i fronti della battaglia contro i furbetti delle imposte. Negli anni scorsi sono state inviate migliaia di cartelli per il recupero della vecchia Ici. L’idea è poi di passare a occuparsi anche della Imu e della Tasi, senza dimenticare i cosiddetti “servizi a domanda individuale”, come mense e scuolabus: anche per questi sono fioccati (non senza errori) gli avvisi di pagamento.

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