Sicurezza
«Il turismo contro la disoccupazione»
PIAZZA AL SERCHIO. È il nome nuovo, il nome a sorpresa (ma non troppo) che ha sconvolto lo scenario politico di Piazza al Serchio che avrà certamente un nuovo sindaco visto il “ritiro” dell’attuale...
PIAZZA AL SERCHIO. È il nome nuovo, il nome a sorpresa (ma non troppo) che ha sconvolto lo scenario politico di Piazza al Serchio che avrà certamente un nuovo sindaco visto il “ritiro” dell’attuale primo cittadino, Paolo Fantoni.
Trent’anni da compiere ad agosto, Andrea Carrari, che lavora nell’azienda edile di famiglia, è appoggiato da una lista civica “Un futuro per Piazza al Serchio”.
«Non ho nessuna tessera di partito e non giudico il passato, cerco solo di portare la mia voglia di fare a servizio della comunità. Fantoni? Ho vissuto la vicenda dall’esterno, quindi non sono in grado di esprimere un parere. Non ho esperienza? Nessuno nasce imparato, sono pronto a fare la gavetta, lo dico anche ai cittadini che sto incontrando in questi giorni». Un volto nuovo, un volto giovane ed entusiasta. Carrari trasmette tutta la sua carica e la voglia di proporsi come nuovo sindaco.
Come è nato il desiderio di candidarsi?
«Vengo dal mondo del volontariato e dell’associazionismo, ho un forte attaccamento al territorio dato anche dal legame che c’è sempre stato tra questa terra e la mia famiglia. L’intenzione è portare rinnovamento e cambiamento in un comune che deve avere un ruolo centrale e di riferimento per l’alta Garfagnana. Mi metto in gioco, ho tanta voglia e così anche i componenti della lista che ho scelto per le loro capacità e per il loro entusiasmo. La sinergia tra associazioni ed amministrazione sarà un punto fondamentale, dobbiamo fare rete».
Giovane, ma già pronto a non sbilanciarsi con proclami. Quali saranno le prime azioni del suo eventuale governo?
«Non posso fare promesse, anche perché prima bisogna capire lo stato finanziario ed economico dell’amministrazione e soprattutto le possibilità esistenti per attingere a finanziamenti regionali e europei. Certo, sappiamo che ci sono strutture da rivitalizzare. Interventi da effettuare ai cimiteri, agli impianti sportivi, alle strade di collegamento verso le frazioni».
Anche Piazza non è immune dal problema occupazionale e dalla crisi economica, come si può rilanciare il territorio?
«Io credo molto nel turismo. È questo l’aspetto su cui puntare per combattere la disoccupazione e per far tornare a muovere anche l’economia che comunque soffre nelle grandi città e quindi è naturale una flessione negativa anche in territori come il nostro».
Il futuro di Piazza sembra essere scritto, è vero che esiste un iter già avviato per una fusione con San Romano?
«So di una cooperazione di servizi tra i due comuni già in atto. Sicuramente va incentivata e siccome arriverà l’obbligo di aggregarsi, dobbiamo pensare ad anticiparlo per garantirci i vantaggi economici e fiscali. I cittadini credo siano pronti a questo passo perché ne comprendono l’importanza».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
