Attenzione
Del Sarto: «Oltre i partiti per risolvere i problemi»
Già consigliere dell’attuale maggioranza guiderà la lista “Il futuro per Altopascio” «Distanti dalla destra e dalla sinistra per privilegiare il rapporto con il territorio»
ALTOPASCIO. Da consigliere uscente della maggioranza ha deciso di non sostenere il candidato del centrodestra Fagni e di correre da solo. Ferruccio Del Sarto, noto commerciante, guiderà la lista civica “Il futuro per Altopascio”.
Perché ha scelto di candidarsi?
«Per un cambiamento alla politica attuale ed essere distante dalla destra e dalla sinistra, senza un'appartenenza politica. La mia è una lista civica ed apartitica, che privilegia il rapporto col territorio».
Quali sono i suoi punti di dissenso con l'amministrazione Marchetti?
«Intanto voglio chiarire che non ci sono dissapori personali. Ho sempre fatto parte della maggioranza uscente con spirito libero, votando a favore o contro secondo la mia coscienza e le mie idee. Basta vedere le delibere di consiglio. E qualche volta ho votato anche in modo diverso esprimendo il mio dissenso perché non condividevo o non ritenevo giusto quel provvedimento nell'interesse dei cittadini altopascesi. Vogliamo fare proposte serie e concrete per risolvere i problemi del territorio e migliorare la qualità di vita dei cittadini».
Non fa mistero di identificarsi con il movimento Fare di Flavio Tosi, sindaco di Verona: che cosa gli piace?
«È un sindaco del fare. Ha lavorato bene su territorio, al di fuori degli schieramenti politici nazionali. È schietto e diretto. Concretezza e trasparenza sono le sue qualità. Se sarò eletto sindaco vorrei prendere ad esempio il modello di Tosi e trasportare il suo modo di amministrare un comune anche ad Altopascio».
Da commerciante ed ex presidente del Centro Commerciale Naturale cercherà di intercettare il consenso di questa categoria?
«Certamente rappresenta un nostro punto di riferimento, perché le associazioni di categoria non sono così vicine ai commercianti come sembrerebbe. Ma la nostra lista farà l'interesse di tutti, ascoltando i cittadini, cercando di risolvere i problemi del paese».
Perché ha deciso di creare il movimento “Il Futuro per Altopascio”?
«Per dare una nuova prospettiva ad Altopascio. Il progetto è nato nel 2013 da un gruppo di persone del territorio che hanno dato vita ad un'associazione politico-culturale. Il movimento è cresciuto, e il consenso ottenuto ci ha spinto a presentarci alle elezioni. Sarà un bel banco di prova».
Si sente un po' outsider in questa corsa per la poltrona di sindaco?
«Vogliamo rappresentare quei cittadini scontenti e delusi da questa politica, e lo facciamo con una dimensione civica, nell'interesse esclusivo del territorio e senza avere nessun diktat dall'alto».
Ci sono state trattative per accordi elettorali con altre liste?
«Dopo avere ufficializzato la mia candidatura sono stato contattato da entrambi gli schieramenti. Ma per portare avanti il mio programma senza condizionamenti ho pensato che correre da solo fosse la decisione migliore. Il nostro è un programma per fare crescere Altopascio, questo è il nostro unico interesse».
Se non andrà al ballottaggio per chi voterà?
«La nostra priorità è quella di andare al ballottaggio, perché ho una squadra forte, con persone del territorio che si stanno impegnando per trasmettere il nostro messaggio: concreto e con progetti legati solo al nostro territorio».
Sull'accoglienza dei profughi il dibattito è stato acceso: qual è la posizione della vostra lista?
«Per me sarebbe facile cavalcare l'onda della paura, ma sulle sofferenze delle persone non si specula. Con i muri e fili spinati non riusciremo a fermare quest’ondata migratoria, un'immigrazione che sarà di proporzioni sempre più grandi nei prossimi anni. Quindi bisogna andare oltre gli steccati ideologici e ragionare sulla gestione dei flussi. Penso, tuttavia, che la questione non può essere affrontata a livello locale, ma serve una politica di più ampio respiro, europea e mondiale. Dobbiamo aiutarli nei loro paesi dove hanno ricchezze dal sottosuolo che gli consentirebbero di vivere meglio se messi nelle condizioni di autofinanziarsi. Anche se è un percorso lungo e difficile. Sono quindi a favore di accordi per gestire l'emergenza attuale. Però su un punto voglio essere chiaro: in ogni mio atto, se sarò sindaco, prima di tutto la precedenza andrà ai miei cittadini».
Qual è un tema fondamentale per Altopascio?
«Ve ne sono molti, non uno solo. Innanzitutto lavoro e sicurezza, che poi hanno ripercussioni anche sul sociale. Sul lavoro bisogna fare cose concrete. La mia idea è una cooperativa che dia ai disoccupati e alle persone del territorio che hanno perso la possibilità di lavorare, l’occasione di rendersi attivi impegnandosi nella manutenzione delle scuole e degli spazi pubblici; un contributo per dare lavoro a chi è senza stipendio e non ha neppure la cassa integrazione».
E le vostre proposte sulla sicurezza?
«È un problema anche di numeri: il corpo dei vigili urbani è sotto organico. In un territorio di oltre 15mila abitanti abbiamo solo 9 agenti, e dobbiamo tornare ad almeno 14 agenti in servizio quanti erano prima. Dobbiamo incrementare l'organico e i vigili devono stare sul territorio e vicino alla gente. Sicurezza è anche avere strade più illuminate. Quindi vorremmo realizzare lampioni a led sopra i quali installare telecamere di videosorveglianza. Da una parte sarebbe un risparmio per le casse comunali, dall'altra un deterrente per la microcriminalità. Abbiamo anche ideato una App che permetta ai cittadini di segnalare situazioni sospette e luoghi poco sicuri e scarsamente illuminati».
Quali sono le prime tre cose che farebbe da sindaco?
«Oltre alla cooperativa per i disoccupati, vorrei togliere le strisce blu: servono parcheggi gratuiti in centro per riqualificare il "salotto" del paese e renderlo più appetibile, anche di sera, con eventi mirati, in collaborazione anche con la splendida biblioteca comunale. Penso a concerti jazz e di musica classica per riavvicinare gli altopascesi alla cultura e quindi far vivere il paese. Anche in questo modo si rende il centro più vivo e sicuro. Poi vogliamo riportare in Comune la riscossione dei tributi che ora è affidata a Equitalia e ridurre l'aggio, attualmente tra il 9 all'11,5 per cento, portandolo al 7,5 che è il minimo previsto dalla legge. E i cittadini che avessero problemi a pagare il debito potranno pagarlo in cambio di lavori socialmente utili. Una sorta di baratto sociale per venire incontro ai cittadini in difficoltà».
Che cosa l'ha spinta a fare politica?
La voglia di cambiare e migliorare il territorio dal basso. Per fare questo ho sacrificato il mio tempo libero e la famiglia, ma sono stato ripagato dal calore dei cittadini e dalla forte spinta arrivata dall'associazione “Il Futuro per Altopascio”, che mi ha chiesto di candidarmi. Siamo convinti di avere le carte in regola per giocare questa partita».
Qual è il suo luogo del cuore di Altopascio?
«Sono nato a Montecarlo, ma da 45 anni mi sento altopascese. Il centro storico e le piazze mi trasmettono sempre una grande emozione ed ho ricordi bellissimi. Anche da commerciante, titolare dal 1982 di una gioielleria in centro, ho un rapporto particolare con questo luogo che vorrei tanto riportare ai fasti del suo passato, quando non aveva niente da invidiare ai centri storici delle città più grandi e importanti».
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