Il Tirreno

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«Vogliamo portare un forte cambiamento»

di Luca Dini
«Vogliamo portare un forte cambiamento»

PIEVE FOSCIANA. È stato il primo a scendere in campo, ed è il capogruppo dell’attuale minoranza, ma si presenta per la prima volta come candidato a sindaco. Mario Turriani, 46 anni, impiegato alla...

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PIEVE FOSCIANA. È stato il primo a scendere in campo, ed è il capogruppo dell’attuale minoranza, ma si presenta per la prima volta come candidato a sindaco.

Mario Turriani, 46 anni, impiegato alla Corghi di Pieve Fosciana, è appoggiato dalla lista civica “Un futuro per Pieve Fosciana” e gode anche del sostegno politico della Lega Nord, con la sua candidatura che è stata pubblicamente lanciata dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e dal segretario nazionale del Carroccio Matteo Salvini.

«Abbiamo le idee chiare, vogliamo portare un forte cambiamento con un programma ben definito e ricco di punti importanti. Il dialogo con le famiglie del territorio ha evidenziato problemi importanti».

L’ondata di furti che negli ultimi mesi ha caratterizzato la Garfagnana costituisce uno dei temi prioritari della campagna di Turriani, ma non l’unico.

«A contatto con i cittadini sono emerse soprattutto due preoccupazioni, molto forti. In primis, la sicurezza. La gente, ormai, ha paura. La Garfagnana era considerata un’isola felice, le cose sono cambiate e è necessario adattarsi a questo. Poi c’è la disoccupazione. Soprattutto quella giovanile che angoscia diverse famiglie. E che è dovuta purtroppo alla grave crisi che sta colpendo le aziende del territorio».

Lei è dipendente della Corghi dove le acque sono agitate, come deve reagire il territorio?

«Sul caso Corghi posso solo dire che le istituzioni si sono mosse poco e male. È evidente come sia una realtà importante, da salvaguardare, e chiaramente non solo per Pieve Fosciana, ma per tutta la nostra zona. Dobbiamo rilanciare il territorio a 360 grandi puntando sullo sviluppo agricolo e dei prodotti tipici».

In questa ottica, come pensa di poter dare nuova vita alle terme?

«Il recupero dell’area termale è un passo fondamentale. Noi ci vediamo un impianto stile Saturnia, con 2-3 vasche. La prima cosa da fare è ripulire la zona. Se il sogno deve essere quello di pensare a un futuro centro strutturato, per adesso almeno dobbiamo far sì di rendere attrezzata quella zona per chi ci va già in questo momento. Magari con degli spogliatoi, comunque con un’area che sia accogliente e possa dare i servizi minimi. Le proprietà dell’acqua di Pieve Fosciana sono storicamente comprovate, nel dopoguerra veniva addirittura portata negli Usa per le sue caratteristiche. Adesso, invece, è una risorsa trascurata».

Quali possibilità ci sono, e come fare per venire incontro alle famiglie messe in ginocchio dalla crisi?

«Proponiamo il baratto amministrativo. Chi non riesce a pagare una bolletta, può essere utile lavorando per la comunità. Penseremo anche alle nostre attività commerciali, specie a quelle del centro storico, cercando agevolazioni fiscali specifiche per loro, sulla tassa dei rifiuti e sulle altre tasse locali».

Questo momento storico impone agli amministratori dei piccoli comuni di valutare la possibilità di fusioni con i comuni limitrofi, qual è la vostra posizione in merito?

«No, siamo contrari alle fusioni. La politica deve restare sul territorio, nei piccoli comuni deve rimanere il contratto diretto. Di certo, le fusioni non possono essere viste come un’operazione di spending review perché gli amministratori della Garfagnana sono già volontari prestati alla politica».

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