Il Tirreno

Lucca

Tori: «Sulla sicurezza la giunta ha fallito»

di Nicola Nucci
Tori: «Sulla sicurezza la giunta ha fallito»

Il candidato di LiberAltopascio e della Lega Toscana presenta le sue proposte «Riorganizzare la macchina comunale e aprire al pubblico tutta la città storica»

5 MINUTI DI LETTURA





ALTOPASCIO. Assessore nelle giunte Pagni e Marchetti, poi consigliere comunale di opposizione con la lista LiberAltopascio, Matteo Tori è in politica da oltre 40 anni: da ex democristiano alla lista civica LiberAltopascio nata nel 2001.

Quale è dunque la sua idea di rinnovamento?

«L'esperienza, la competenza e l'impegno di tante battaglie portate avanti in questi anni. Non voglio essere un volto nuovo, ma portare avanti le nostre idee che nascono da persone comuni e libere da vincoli partitici, a partire dal cambiamento della macchina comunale che non funziona, poco trasparente e poco vicina ai cittadini. Un cambiamento dall'interno. Una nuova organizzazione dei servizi soprattutto di quelli esterni. Libertaltopascio, il nome non è casuale, lavora dal basso per liberare Altopascio ed eliminare un vecchio modo di fare politica».

Chi sono i militanti di Liberaltopascio?

«Ci sono tutte le anime e le culture. Non ci sono politici di professione e neppure persone che hanno interessi personali né ambizioni particolari. Siamo orgogliosi di alcune battaglie come quella che ha portato allo scioglimento e alla liquidazione di Altopascio Servizi, società senza risorse, ideata esclusivamente per costruire la piscina e chiusa con circa 450mila euro di debiti e un derivato, ancora a carico del Comune di Altopascio di circa 650mila euro. Sono riuscito a evitare, fortunatamente per gli altopascesi, la realizzazione della piscina da parte di una ditta che ha visto il proprio amministratore delegato indagato per trasporto e smaltimento illecito di rifiuti e arrestare il socio di minoranza, nonché fratello».

  Si è candidato già altre volte alle amministrative ad Altopascio: nel 2006 con una lista indipendente e nel 2011 con Liberaltopascio: perché non ha fatto accordo con altre liste al primo turno?

«Non è vero, nel 2006 ero presente con una lista dissidente di centrodestra, mentre nel 2011 Liberaltopascio aveva stipulato un accordo, a Viareggio, col Pd, alla presenza anche del segretario provinciale. Prevedeva un'unica lista civica con me candidato a sindaco e vice Mario Sarti. Accordo disatteso dopo 48 ore dai vertici del Pd altopascesi e, a quel punto, abbiamo tentato un accordo in extremis, ma il Pd scelse di andare da solo con un candidato di partito diverso da Sarti. Anche questa volta abbiamo cercato di formare un'unica grande lista civica in grado di cambiare Altopascio ma ci siamo scontrati con l'indisponibilità di tutte le altre forze, quelle civiche, quelle dei rappresentanti i commercianti che non volevano la mia candidatura, e quelle politiche di centrosinistra, che volevano caratterizzare la lista con un loro candidato politico.  Avevamo solo due opzioni davanti a noi, e abbiamo scelto di non tradire chi ci aveva concesso la fiducia conquistando 960 voti, quasi il 13 per cento. Ci siamo ripresentati convinti di avere le carte in regola per arrivare al ballottaggio e governare finalmente il comune in modo completamente diverso rispetto al passato».

  Farà accordi in caso di ballottaggio?

«Non siamo interessati a  poltrone né a  cariche istituzionali ma vogliamo solo confrontarci sul programma. Quindi saremo aperti a instaurare un confronto programmatico con le altre forze politiche nell'interesse solo ed esclusivo dei cittadini altopascesi. Valuteremo le varie proposte, ma non siamo orientati ad accordi se non con liste civiche».

C’è un dibattito infuocato sull'accoglienza dei profughi: quale è la sua posizione?

«Le istituzioni devono dialogare e, personalmente, non condivido questa caccia agli stranieri. Il problema non è accogliere 10-20 persone, ma migliorare il controllo del territorio e vigilare sui soggetti non regolari. Dire no all'accoglienza è uno slogan che fa comodo solo a una parte del centrodestra che ha governato Altopascio per più di venti anni e che ha portato la bellezza di 2.300 cittadini stranieri fra comunitari e non. Sono quindi favorevole ad accogliere la proposta della Prefettura, a patto che assicuri che sono profughi che scappano dal loro paese perché perseguitati dalla guerra».

Però è sostenuto dalla Lega Toscana.

«La Lega Toscana non è la Lega Nord. È una lista civica regionale con cui abbiamo trovato intese sull'ampliamento della caserma dei carabineri e sulla necessità di presidiare il territorio con più frequenza ed attenzione».

La sicurezza però è stato un cavallo di battaglia anche dell'amministrazione uscente.

«Sì, ma l'amministrazione comunale ha fallito. La promessa di una tenenza dei carabinieri è rimasta lettera morta, ad oggi ancora non c'è. Non solo, non è stato realizzato nemmeno l'ampliamento della caserma, necessario ad aumentare il numero dei carabinieri. Non è stata riorganizzata la polizia municipale voluta e votata da tutto il consiglio comunale, ma respinta decisamente dal sindaco Marchetti e dalla sua giunta. Hanno fatto solo propaganda, mai qualcosa di concreto».

Quale è un tema fondamentale per Altopascio?

«Al di là delle scuole da realizzare o ampliare, un problema non da poco, i cittadini chiedono più manutenzione del territorio in particolare delle strade e delle fosse. Vogliamo istituire il cantoniere di paese come a Capannori e ridurre le zone di degrado. Un esempio è la stazione, dove è presente un parcheggio non sufficiente e dove manca l'illuminazione. Anche la zona della chiesa a Badia Pozzeveri è buia e degradata. Un'altra zona da rianimare è quella del parco Moro, che vorremmo trasformare in un teatro all'aperto con un chiosco gelati e nuovi giochi. Per non parlare delle periferie dove ci sono sacche di disagio sociale e che danno una brutta immagine per il paese».

Quali sono le prime tre cose che farebbe da sindaco?

«Per prima un regolamento per razionalizzare la macchina amministrativa e ridurre gli sprechi; quindi cancellare consulenze, incarichi professionali e contratti di collaborazione. Vogliamo stabilire dei criteri oggettivi per premiare i funzionari più meritevoli e non distribuire soldi a pioggia. In questa direzione vogliamo accorpare e razionalizzare nuovamente i servizi comunali. Trovare una nuova sede per la polizia municipale, magari vicino alla stazione dei carabinieri, in modo da liberare uno degli edifici, quello occupato attualmente dalla municipale o quello ex- macelli, per destinarlo ad alloggi popolari. Dobbiamo anche individuare una nuova sede per il consiglio comunale e aprire al pubblico tutta la città storica, compresi i silos del grano. E poi vogliamo fare rinascere il centro commerciale naturale, eliminando i parcheggi a pagamento, ripristinando il doppio senso di circolazione in via Casali e migliorare il decoro urbano. Mi piacerebbe anche realizzare una casa famiglia per animali maltrattati ed abbandonati ed un parco giochi per cani».

Che cosa l'ha spinta a fare politica?

«La passione e la voglia di aiutare gli altri. Ho cominciato grazie al mio amico e insegnante, professor Pratali».

Qual è il suo luogo del cuore di Altopascio?

«La Sibolla, gioia e dolore: un'oasi che tutti ci invidiamo, ma che è abbandonata e degradata, non c'è neanche la passerella per visitare la parte lacustre completamente divisa dalla parte palustre. L'hanno affondata come la piscina,  questa volta, però, con la complicità della Provincia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze