Il Tirreno

Lucca

Poco controllo, la stazione di notte fa paura

di Federica Scintu
Poco controllo, la stazione di notte fa paura

Il sottopasso, sempre aperto, è luogo ideale per lo spaccio. Telecamere assenti o quasi e binari infestati dall’erba

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LUCCA. Avventurarsi nei sottopassi ferroviari, si sa, non è cosa buona e giusta. A tutti sarà capitato almeno una volta di sentirselo raccomandare dai propri genitori o da altri viaggiatori vittime, loro malgrado, di qualche spiacevole episodio nei meandri delle stazioni ferroviarie. Ma è giusto che sia così? È giusto doversi arrendere alla scarsa sicurezza in un luogo pubblico? È giusto dover camminare di fretta, guardinghi, cercando di raggiungere il più velocemente possibile l’uscita? Dopo l’aggressione subita nella serata di sabato da una ventenne lucchese davanti alla sede della questura, siamo tornati alla stazione ferroviaria, dove tutto è cominciato e dove forse, se ci fosse stato qualcuno a garantire non solo la sua sicurezza ma quella di tutti i viaggiatori, qualcuno a cui lei potesse chiedere aiuto questo ennesimo episodio di violenza sarebbe stato evitato.

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Sottopasso terra di... qualcuno. Ogni sera intorno alle 20 infatti, biglietteria, edicola e bar tirano giù la saracinesca. In stazione rimangono pochissime persone: alle 23 si chiudono anche le porte scorrevoli e da quel momento la sala interna non è più accessibile fino alla mattina successiva. Ma c’è un ma. Perché un ingresso, quello laterale in prossimità dell’ex scalo merci, quello è sempre aperto di modo che chi ha bisogno di transitare dal sottopasso per raggiungere via Urbicciani (e viceversa) possa farlo. Ma a quale prezzo? La notte infatti, racconta chi la stazione la frequenta spesso per motivi di lavoro, il sottopasso si trasforma nel luogo ideale per lo spaccio e per altri episodi di criminalità più o meno gravi. E senza telecamere (o quasi) diventa praticamente impossibile tenere sotto controllo ciò che accade là sotto.

Stazione dormitorio. In più l’accesso laterale consente a chi non ha un posto in cui dormire di transitare liberamente, di bivaccare tra le panchine che si trovano sotto le pensiline dei binari e le carrozze dei treni parcheggiati senza che nessuno possa impedirlo. Appena un anno e mezzo fa un ferroviere, durante un controllo delle carrozze prima della partenza da Lucca a Firenze, venne aggredito da un giovane che dormiva lì: finì all’ospedale con entrambe le braccia ingessate per avere “osato” chiedergli il biglietto. Un problema, quello della sicurezza in stazione, che negli anni si è fatta sempre più scarsa anche a causa dei tagli al personale della Polfer e alle forze dell’ordine in generale.

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E se piove? Ti bagni. Capitolo a parte quello del decoro della stazione. Se infatti è rarissimo vedere anche solo una cartaccia per terra, sottopasso compreso, la stessa cura non è garantita alla struttura. Sotto la pensilina del binario 1 infatti, è quasi impossibile ripararsi dalla pioggia. A causa di diversi buchi nella copertura, l’acqua finisce sulle teste dei viaggiatori in attesa del treno. Un altro problema è quello dell’erba, che sui binari cresce rigogliosa quasi come sugli spalti... Questo è ciò che vedono per prima cosa i turisti quando arrivano a Lucca. Tutto comincia da qui.

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