Il Tirreno

Lucca

In 2.000 dicono “no” al carbonizzatore

Superato il minimo delle 800 firme per la petizione Continua la raccolta di adesioni da inviare alla Regione

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PORCARI. Duemila firme per dire no al carbonizzatore di Salanetti. Superata quindi di gran lunga la quota minima di 800 firme. Ma i comitati ambientalisti non si fermano e la sottoscrizione andrà avanti anche oggi, stavolta a Marlia, nel capannorese. Si potrà firmare anche al mercato contadino in piazza del mercato dalle 9.30 alle 12.

«Siamo soddisfatti della partecipazione e dell'adesione massiccia da parte dei cittadini di Porcari e Capannori – dicono i promotori della petizione – i conteggi definitivi saranno completati lunedì, ma siamo già a duemila, ben oltre il numero minimo di firme per inviare la petizione alla Regione. Un segnale chiaro e forte da parte dei cittadini».

Un piccolo "giallo" riguarda lo striscione con la scritta "No al carbonizzatore" esposto davanti al parco di piazza Orsi e che è stato ritrovato nel cestino. «Qualcuno l'ha staccato e buttato, forse un gesto di qualche balordo o un dispetto, non lo sappiamo e non vogliamo fare polemiche. Certamente è un atto da stigmatizzare. Ma ne attaccaremo subito un altro».

Intanto il consiglio comunale ha approvato una mozione sul biocarbonizzatore di Salanetti. Un documento "bipartisan", presentato dai capigruppo Simone Giannini per la maggioranza e Riccardo Giannoni per l'opposizione, con cui si chiede un’inchiesta pubblica per l'impianto della Creo. L'ordine del giorno intende ribadire la posizione già espressa in più occasioni dal comune di Porcari «relativamente all'incompatibilità ad accogliere sul nostro territorio – spiega Giannoni – nuove aziende che trattano rifiuti, nonché alla necessità che, qualora l'iter dovesse andare avanti, si realizzi una inchiesta pubblica. Nessuna decisione deve essere presa, infatti, sulla testa della gente e senza un coinvolgimento diretto del nostro ente e dei nostri concittadini. Una posizione espressa all'unanimità da tutto il consiglio perché su alcuni temi per i quali tutta la cittadinanza ha mostrato e mostra (come nella raccolta firme in corso) unità di intenti e uno straordinario attaccamento alla nostra comunità, anche la politica deve saper dare il buon esempio lasciando da parte le appartenenze e mettendo al centro proprio l'interesse della comunità stessa».

La Creo ha chiesto alla Regione una valutazione di impatto ambientale sull'impianto. La risposta arriverà entro 150 giorni.

Nicola Nucci

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