Il Tirreno

Lucca

Pronto soccorso caccia al primario

Gianni Parrini
Pronto soccorso caccia al primario

Nell’incontro in Prefettura l’Asl informa i sindacati «Via al concorso». Piano di riorganizzazione in 15 giorni

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LUCCA. Pronto soccorso, piano di riorganizzazione in 15 giorni e un bando per il nuovo primario. Sono queste le notizie emerse nel corso dell’incontro in Prefettura, richiesto dai sindacati, per il "raffreddamento e la conciliazione" della situazione critica al pronto soccorso dell'ospedale San Luca. I problemi sono noti: a causa della carenza di personale (23 medici, di cui uno in malattia, invece di 25) si è venuta a creare una situazione di disagio che investe pazienti e operatori. Alla riunione, convocata dal prefetto Giovanna Cagliostro, hanno partecipato i rappresentanti di Cgil Medici, Cgil Fp, Cisl Medici, Cisl Fpl, Uil Fpl, Uil Fpl Medici, Nursind, Anaao, Rsu, il direttore sanitario dell’Asl Nord Ovest Mauro Maccari, insieme ad altri responsabili della struttura sanitaria.

Nuovo primario. È emerso che l’azienda ha dato mandato a Estar di avviare le procedure per il concorso che porterà alla nomina dei primari dei reparti di pronto soccorso negli ospedali di Lucca, della Versilia e di Livorno. Ci vorranno mesi, ma almeno qualcosa comincia a muoversi. Dal giorno del pensionamento del dottor Marco Rossi, avvenuto a fine dicembre 2014, il ruolo di responsabile è ricoperto dalla dottoressa Fabiana Frosini.

Nuove assunzioni. Nel corso dell’incontro sono state esaminate le problematiche riferite alla carenza del personale medico ed infermieristico, con oggettive difficoltà nell’organizzazione dei turni di lavoro, gravanti sulla disponibilità del personale e su un ricorso eccessivo alla reperibilità (usata 8 volte su 10). Inoltre, si è parlato dei tempi di attesa a cui sono sottoposti i pazienti, a volte costretti in barella per 12-16 ore prima di essere trasferiti in reparto. Una situazione insostenibile.

L'azienda ha informato i presenti sulle procedure utilizzate per integrare l’organico del personale medico, auspicando di acquisire le risorse necessarie entro il prossimo mese di luglio. Dato che le graduatorie sono esaurite e che non c’è tempo per un nuovo concorso (ci vorrebbe almeno un anno), si pensa di affidare degli incarichi a liberi professionisti. Ma a quanto pare trovare sul mercato medici con una specializzazione in medicina d’urgenza e accettazione non è cosa semplice. L'azienda ha anche assicurato la revisione dei modelli organizzativi. L’ipotesi, di cui si è parlato anche nella conferenza dei sindaci, è quella di unificare Obi e Medicina d’urgenza (attualmente a due piani diversi) per non disperdere il personale.

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