Sicurezza
Emendamenti, 20 ore per votarli
Moltissimi sono solo formali: si va incontro a una maratona
LUCCA. Qualcuno si ricorderà del famoso “algoritmo Calderoli”, il programma che l’autunno scorso permise alla Lega Nord di preparare decine di milioni di emendamenti alla riforma costituzionale. Bene, nel caso del Comune di Lucca e del piano strutturale i numeri sono diversi, ma l’idea di realizzare proposte di modifica che intervengono solo su una parola o su un segno di punteggiatura è stata utilizzata copiosamente dall’opposizione in un (legittimo) intento ostruzionistico.
E così, l’altroieri, sono arrivate centinaia di emendamenti che non intervengono nella sostanza, ma comunque variano il testo della proposta di piano strutturale. In totale sono oltre 400.
Alcuni esempi? Nella copiosa messe di emendamenti presentati da Marco Martinelli e Mauro Macera (Forza Italia) si chiede ad esempio di sostituire la parola “definisce” con “stabilisce”. O “comprende” con “include”. Dal canto suo, la consigliera 5 Stelle Maria Laura Chiara Giorgi, si concetra sui numeri che indicano i vari punti degli elaborati. Chiedendo, ad esempio, di sostituire “1” con “24.1”. Lido Fava e Nicola Buchignani, invece, chiedono di cambiare “vecchiaia” con “longevità”. Così gli emendamenti “di merito” sono pochi, presentati dai consiglieri Angelini, Bianchi, Cantini, Ghilardi, Giorgi, Lenzi, Macera, Moriconi e Pini.
Cosa succederà ora? Da un primo calcolo, per discuterli tutti serviranno oltre 20 ore (tre minuti a emendamento). La maggioranza, comunque, non è intenzionata a fare forzature. Anche perché non è possibile un “canguro” sul modello parlamentare per far decadere in massa centinaia di emendamenti. Andremo, dunque, incontro a una vera e propria maratona che durerà probabilmente ben oltre i due giorni dei consigli già fissati (30 e 31 maggio) e che sarà “regolata” da quanto deciso nella riunione dei capigruppo di lunedì a mezzogiorno. Quello che è certo è che la maggioranza, una volta iniziata la discussione, non intende portare altri argomenti in consiglio comunale prima di essere arrivati al voto finale sull’adozione del piano strutturale.
Non ci sarà, invece, alcun voto in commissione dove l’altro ieri è mancato il numero legale dopo l’uscita del presidente Lucio Pagliaro.
A questo proposito Pietro Fazzi (Liberi e Responsabili) precisa il suo comportamento in commissione. Fazzi ricorda che quando la maggioranza non fu più tale in commissione per l’uscita di Lenzi, lui si dichiarò disponibile a essere presente alle sedute per garantire il numero legale e l’aderenza della commissione ai numeri del consiglio. Questo, spiega Fazzi, «è quello che ho fatto dopo averlo annunciato ai capigruppo. A differenza di Angelini, che si era dichiarato disponibile a dimettersi per far entrare un membro di maggioranza ma poi non l’ha fatto». (l.c.)
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