Sicurezza
Spariti i paletti dagli archi del Nottolini
Dopo la denuncia e i sopralluoghi dei vigili sono stati rimossi (forse da chi li aveva messi). Relazione inviata in procura
LUCCA. Alla fine sono stati tolti. I puntelli di ferro infilati come pugnali negli archi dell’acquedotto Nottolini sono spariti. Probabilmente eliminati dalle stesse persone che li avevano usati per sostenere i filari dei vitigni che corrono lì accanto. La vicenda era stata segnalata la scorsa settimana dal Tirreno: un capolavoro di ingegneria idraulica utilizzato come “palo” per sostenere i filari di uva qualche privato. Uno scempio per i lucchesi, assai gelosi del loro acquedotto. Anche perché la situazione non era nota agli uffici comunali e tantomeno erano state date delle autorizzazioni (il bene, oltretutto, è vincolato dalla Soprintendenza). Dopo un breve rimpallo di responsabilità tra il Comune di Lucca (cui è affidata la manutenzione del bene) e quello di Capannori (sul cui territorio sorgono i vigneti), a risolvere la situazione c’ha pensato qualche ignoto cittadino (o forse lo stesso autore della “ferita”, impaurito da eventuali sanzioni). Fatto sta che ieri i paletti di metallo erano spariti, come testimoniano le foto scattate.
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La municipale ha appreso quasi con sorpresa la novità: «Dopo un primo sopralluogo nel corso del quale avevamo riscontrato quanto raccontato dal giornale – spiega il comandante Iva Pagni – il giorno successivo siamo tornati per approfondire le indagini e scoprire di chi fossero i vigneti. Ebbene i fili di ferro che dalle viti andavano a conficcarsi negli archi del Nottolini erano spariti. Abbiamo fatto una relazione alla procura raccontando quanto accaduto e ora attendiamo comunicazione per sapere se dobbiamo proseguire le indagini. Al momento abbiamo i nomi dei proprietari dei terreni – conclude il comandante – Ma questo non significa che siano stati loro a conficcare i paletti. Non è certo cosa semplice da dimostrare». La relazione dei vigili è stata firmata due giorni fa e a breve arriverà in procura: sarà poi il pm di turno a valutare il da farsi. Al momento, dunque, non ci sono denunce né multe. Anche perché l’identità del responsabile resta ignota.
Intanto prosegue la campagna del Comune di Lucca che ha deciso di indicare l’acquedotto Nottolini come opera da recuperare nel concorso indetto dal governo Renzi. Nei giorni scorsi l’esecutivo ha messo sul tavolo 150 milioni di euro per recuperare i luoghi abbandonati. Per determinare quali potranno beneficiare del contributo ci sarà una sorta di elezione: è stato attivato un indirizzo di posta elettronica (bellezza@governo.it) a cui i cittadini potranno segnalare un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare. Per votare c’è tempo fino al 31 maggio, poi una commissione ad hoc stabilirà a quali progetti assegnare le risorse. Il governo fa sapere che il decreto con lo stanziamento sarà emanato il 10 agosto 2016.
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