Il Tirreno

Lucca

Scissione di Gesam il Comune va avanti

di Luca Cinotti
Scissione di Gesam il Comune va avanti

Inviata la risposta all’Anticorruzione: l’accordo con i soci di Toscana Energia è più conveniente rispetto all’annullamento degli affidamenti illegittimi

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LUCCA. Il Comune va avanti con l’operazione di scissione asimmetrica di Gesam, ritenuta la strada più conveniente ed economicamente sostenibile per risolvere i problemi di illegittimità degli affidamenti. L’intenzione è stata messa nero su bianco nelle controdeduzioni che ieri mattina sono partite all’indirizzo dell’Autorità anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone che qualche settimana fa aveva fatto arrivare il proprio parere.

La risposta di palazzo Orsetti si compone di una lettera del sindaco Alessandro Tambellini e di una relazione di un pool di dirigenti. Inoltre, sono state allegate due determine dell’amministratore unico di Lucca Holding, fra le quali una che riporta un parere pro-veritate di due illustri accademici sulla legalità dell’operazione.

Per i dirigenti comunali (oltre al segretario Sabina Pezzini, Graziano Angeli, Lino Paoli e Antonella Giannini) l’opzione della scissione asimmetrica rimane preferibile rispetto al semplice annullamento degli affidamenti che Anac ritiene illegittimi (cimiteri, illuminazione pubblica e manutenzione impianti termici comunali). Fra i problemi con quest’ultima ipotesi ci sarebbe innanzitutto quella degli oneri che il Comune dovrebbe “sopportare” per reinternalizzare i servizi: oneri per il personale, per i mezzi, per i finanziamenti. Ad esempio, sul primo punto, sarebbe difficile trovare internamente personale da utilizzare. E riguardo agli 11 dipendenti che, in Gesam, si occupano dei servizi illegittimi il riassorbimento potrebbe non essere automatico, né in Comune, né in altre aziende del gruppo. Inoltre, lo stesso Comune dovrebbe accollarsi tutti i beni delle società “illegittime”, pagando un’indennità quasi 11 milioni di euro. Ma c’è di più. Secondo il parere dei professori Marcello Clarich e Mario Libertini (i due esperti che hanno scritto il parere pro-veritate), la possibilità di una nnullamento sarebbe impossibile, perché sono passati oltre tre anni dall’affidamento.

Sull’altro versante c’è la scissione asimmetrica, da realizzare insieme al socio privato Toscana Energia: un’operazione che, alla fine, vedrebbe nascere una società partecipata da Comune e Toscana energia che partecipi alla gara d’ambito per la rete, e una interamente pubblica che gestisca legittimamente i servizi. Il valore dei rami d’azienda che l’amministrazione pubblica si riprenderebbe è minore rispetto all’indennità ricordata sopra, visto che si attesta a poco più di otto milioni. Un valore che passerebbe di mano con un’operazione di concambio azionario che farebbe aumentare il peso di Toscana Energia all’interno della nuova società delle reti. Nell’operazione, senza esborso di soldi, sarebbe compreso anche il passaggio al Comune della sede di Gesam. Anche su questo hanno lavorato Clarich e Libertini. Rispondendo, da una parte, ai dubbi di Piero Angelini sulla necessità di una gara a evidenza pubblica. Dall’altra all’invito contenuto nella letter a di Anac a verificare che la scissione sia rispettoso del codice dei contratti pubblici (fra l’altro cambiato da poche settimane),Secondo il parere dei professori, l’operazione di scissione asimmetrica può essere effettuata anche per società pubbliche. E - visto che si tratta di una “riorganizzazione” - non è necessario prevedere alcuna forma di evidenza pubblica per la cessione delle quote.

Ora l’Autorità anticorruzione valuterà le risposte del Comune e preparerà un parere conclusivo, probabilmente in un mese o poco più. Il sindaco Tambellini ha chiesto che il tutto venga definito in tempi brevi, per poter continuare con l’operazione in vista della gara d’ambito, che dovrebbe essere bandita il prossimo autunno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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