Sicurezza
Le categorie in guerra coi minimarket
Confcommercio e Confesercenti: «L’unico modo che ha il Comune per frenarli è predisporre subito un piano delle funzioni»
LUCCA. L’arrivo del quinto minimarket alimentare in centro storico fa saltare sulla sedia le associazioni di categoria dei commercianti. Confcommercio e Confesercenti sono compatte contro un concorrente che a questo punto, sostengono, mette a dura prova la sopravvivenza dei negozi di alimentari, ortofrutta e gastronomie del centro storico.
L’annuncio choc è quello di Conad ieri in Palazzo Orsetti: l’apertura a breve del punto vendita in via Vittorio Emanuele, dopo quello con lo stesso marchio in piazza del Carmine, dopo il Carrefour in Corte Portici, il Crai in via del Moro e il Crai in costruzione in piazza San Frediano.
«Con questo nuovo minimarket siamo a cinque - tuona il presidente della commissione Centro storico di Confcommercio Giovanni Martini -: il mercato è più che saturo: sono ormai troppi i punti vendita in centro di questo genere. Non dobbiamo commettere lo stesso errore delle paninerie. Bisogna cercare di fermare adesso l’arrivo di minimarket. Oltretutto, siamo ai minimi storici quanto a residenze nel centro storico, dove non c’è più una funzione. Molti degli studi professionali che vi erano rimasti se ne stanno andando. Cinque minimarket, ribadisco, sono troppi. Il nuovo punto vendita di Conad darà lavoro a dieci persone: mi auguro che in conseguenza non chiudano dieci negozi».
Agguerrita anche Valentina Cesaretti, direttore di Confesercenti provinciale.
«Sono da sempre contraria alla liberalizzazione così sfrenata che Monti ha introdotto - interviene -. Tanti piccoli negozi sono morti, perché la liberalizzazione ha favorito le catene e non i singoli. Se si pensa che il settore alimentare è quello che in questo momento tira di più, non mi stupisce che aprano tanti punti vendita delle catene. Il fatto è che si va a snaturare un centro storico a vocazione commerciale importante. Il Comune ha fatto un passo in avanti con la moratoria per frenare l’apertura dei pubblici esercizi fino al 2017-2018. Adesso per chiudere a nuovi minimarket l’amministrazione può fare leva soltanto sullo strumento urbanistico. A maggior ragione in questa fase di adozione del piano strutturale è opportuno che il Comune governi questo fenomeno realizzando quanto prima un piano delle funzioni: anzi, va fatto subito. Del resto gli assessori al commercio Giovanni Lemucchi e Serena Mammini all’urbanistica si erano mostrati disponibili in questo senso».
Non è da meno il punto di vista di Rodolfo Pasquini, direttore di Confcommercio Lucca e Massa Carrara.
«Prima i marchi della grande distribuzione hanno aperto punti vendita fuori dalle Mura - è la considerazione di Pasquini -, distruggendo il tessuto dei negozi di alimentari, adesso hanno puntato gli occhi sui centri storici. L’apertura del nuovo punto vendita di Conad è un altro colpo all’economia locale: porteranno via clienti tra i cittadini residenti in centro ai negozi di frutta e verdura. Un indotto che rischia di finire. Se a seguito dell’apertura dell’ennesimo minimarket chiuderanno dieci negozi, sono dieci famiglie in difficoltà e soldi che andranno alla Conad e non a Lucca. Purtroppo se i minimarket rimangono entro la superficie di trecento metri quadrati non esistono leggi che li possano fermare allo stato attuale: l’unico modo per arginarli è fare subito un piano delle funzioni subito. L’apertura del nuovo minimarket è un segnale negativo, in controtendenza a una città che invece dovrebbe mantenere una fisionomia sua peculiare, che dovrebbe tutelare i suoi negozi storici».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
