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Lucca

Giallo al Porta Elisa: la Geal denuncia maxi furto d’acqua

Due delle torri faro allo stadio Porta Elisa
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Due delle torri faro allo stadio Porta Elisa

Lucca: manomesso uno dei contatori piombato in precedenza. Indagine dei carabinieri per un ammanco di 20.000 euro

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LUCCA. Qualcuno ha manomesso un contatore della Geal che era stato piombato anni fa all’interno dello stadio Porta Elisa consentendo un utilizzo indebito di acqua pubblica per un importo che si aggira sui 20mila euro. E su questo ammanco i carabinieri stanno svolgendo accertamenti dopo che la società Geal - che svolge in concessione dal comune di Lucca il servizio di gestione, di manutenzione e di progettazione delle acque e degli impianti di acquedotto e depurazione - attraverso un circostanziato esposto denuncia contro ignoti a firma dell’amministratore delegato Andrea De Caterini si è rivolta ai militari della Benemerita alla fine del 2015.

I fatti. L’acqua sarebbe stata prelevata illecitamente - stando all’esposto Geal - nel periodo che va dalla fine del 2014 al settembre 2015. Soltanto allora, in seguito ad un controllo, gli addetti avrebbero riscontrato una manomissione di un vecchio contatore che era stato già precedentemente piombato in relazione ad una vecchia gestione dell’As Lucchese Libertas 1905 poi dichiarata fallita dal tribunale nel 2011. E grazie a quell’operazione per diversi mesi il servizio idrico è stato utilizzato all’interno dello stadio Porta Elisa senza versare il corrispettivo. Tra l’altro sotto il cancello tra il parterre della tribuna e la curva Est c’è la vasca anticendio che va alimentata con acqua potabile e viene utilizzata, in caso di necessità legata, dai vigili del fuoco in servizio durante gli incontri di calcio.

Le ipotesi. Proprio in questi giorni i carabinieri di una stazione della Piana hanno sentito in merito al maxi furto d’acqua, come persona informata dei fatti, un ex dipendente della Lucchese. Ma non sarebbe la persona giusta perché l’uomo non solo era all’oscuro di tutto in quanto non si occupava di pagare le bollette o della manutenzione dell’impianto idrico ma già diversi mesi prima della scoperta dell’ammanco idrico non faceva più parte del club rossonero. Il mistero s’infittisce: chi è stato a manomettere il contatore? Un sabotaggio esterno (nello stadio dal periodo che va da gennaio a settembre 2015 non si allenavano soltanto i calciatori rossoneri) oppure la volontà di qualcuno, magari all’insaputa dei vertici societari, di usufruire gratuitamente di un servizio della collettività? I militari continuano gli accertamenti per cercare di capire chi ha commesso il maxi furto d’acqua.

Illecito amministrativo. Sulla base di una recente sentenza del tribunale di Trento proprio relativa al furto d’acqua potabile non è più da intendersi come illecito penale, ma come reato amministrativo che compete al giudice civile.

Luca Tronchetti

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