Il dolore
Sos Pronto soccorso l’Asl cerca medici
Non si trova personale qualificato: saranno uniti due reparti
LUCCA. Mancano medici e radiologi. E fin qui la notizia non c’è, dato che la carenza di personale in alcuni reparti del San Luca e cosa nota e denunciata da molti cittadini. La novità è che l’Asl sarebbe pronta ad assumere il personale mancante ma non lo trova. Esaurite le graduatorie e non avendo tempo di aspettare un nuovo concorso (ci vorrebbe almeno un anno) bisogna arrangiarsi con quel che c’è sul mercato. Dove, a quanto pare, scarseggiano i medici specializzati in medicina d’urgenza e accettazione. In attesa che la ricerca vada a buon fine, per affrontare una situazione che la stessa azienda definisce esplosiva, si sta pensando di unire Obi (osservazione breve intensiva) e Medicina d’urgenza per gestire meglio il Pronto soccorso.
È questa la notizia più interessante emersa durante la conferenza dei sindaci della Piana (la prima dopo la nascita della super Asl) a cui erano presenti il direttore generale Maria Teresa De Lauretis e il direttore sanitario Mauro Maccari. Molti gli argomenti toccati nel corso dell’incontro incentrato sul ruolo del San Luca all’interno della rete ospedaliera di area vasta. Presenti i sindaci Alessandro Tambellini (Lucca), Roberto Baccini (Porcari), Luca Menesini (Capannori), Andrea Bonfanti. Tambellini ha introdotto la discussione sottolineando come ciò che a Lucca è stato «conquistato nel tempo in termini di capacità e professionalità, vada non solo conservato ma anche sviluppato nell'ambito della rete ospedaliera e territoriale dell'Asl Toscana nord ovest».
Il direttore generale De Lauretis ha sottolineato come questa sia una fase particolarmente delicata della riorganizzazione della sanità, presa da un lato dalla riforma degli assetti ospedalieri prevista dal decreto Balduzzi (l’ormai famosa intensità di cura), dall’altro dal riassetto del meccanismo di gestione che ha ridisegnato i confini delle Asl secondo i voleri della Regione.
Ma il piatto forte dell’incontro è relativo alla carenza di personale. Una piaga che tocca anche il San Luca. «Sappiamo di essere in una situazione esplosiva, qui come altrove – ha spiegato De Lauretis – Purtroppo per alcuni settori, come il Pronto Soccorso e la Radiologia, non ci sono graduatorie dalle quali attingere. Stiamo però lavorando per garantire un organico adeguato anche, al limite, con contratti libero professionali». Nell’attesa che la questione venga risolta l’azienda sta pensando a una riorganizzazione del Pronto soccorso dove al momento ci sono solo 23 medici, di cui uno facente funzione di primario che copre solo un terzo dei turni e un altro assente da 5 mesi per malattia. Per coprire il servizio in maniera ottimale senza fare ricorso indiscriminato alla reperibilità servirebbero 25 medici. Da qui l’idea di riorganizzare il servizio: «Il personale è diviso tra Pronto soccorso (piano terra, 3 medici), Medicina d’urgenza (al primo piano, 1 medico) e Obi (piano terra, 1 medico) – spiega De Lauretis – Questa separazione su due livelli comporta un maggior impiego di personale, dato che i pazienti devono essere sempre seguiti. Se mettessimo Obi e Medicina d’urgenza insieme, mantenendo lo stesso numero di posti letto (20), potremmo liberare alcuni medici per impiegarli meglio nella copertura dei turni. Tutto finchè non riusciremo a trovare il personale di cui abbiamo bisogno».
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