Il dolore
Bancarotta fraudolenta imprenditore in carcere
Arrestato l’amministratore di fatto della società che gestiva il Cavalieri Park Hotel Non pagava fornitori e dipendenti e aveva accumulato 370.000 euro di debiti
LUCCA. In un anno ha accumulato 370mila euro di debiti. Il motivo? Non pagava fornitori e dipendenti e per di più non teneva alcuna contabilità fiscale. Così Antonio Mosele, nato nel 1949 a Verona, ieri mattina è stato arrestato dai finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della procura di Lucca. L’accusa nei suo confronti è di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale ed è relativa al periodo in cui l’imprenditore era amministratore di fatto della Am Hotels srl, società con sede a Bologna, che aveva rilevato in affitto di ramo d’azienda l’albergo i Cavalieri Park Hotel di Altopascio. La società è fallita nel 2015, mentre la struttura ricettiva è ora gestita da una nuova impresa che non ha niente a che vedere con la precedente.
Il sostituto procuratore Piero Capizzoto ha chiesto e ottenuto dal gip Giuseppe Pezzuti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere dell’imprenditore, che da ieri mattina è rinchiuso al San Giorgio. La società di cui Mosele era amministratore di fatto (formalmente il legale rappresentante è un’altra persona, nei cui confronti si procede separatamente), ha accumulato questa pesante situazione debitoria tra il luglio 2012 e il luglio 2013. Dalle indagini condotte dall’aliquota della Guardia di finanza della polizia giudiziaria è emersa una gestione che definire spericolata è eufemistico: nei registri della società non risultano tracce di contabilità, ricavi o dichiarazioni fiscali. Non solo: anche fornitori e dipendenti (tre quelli che si sono fatti avanti facendo scoppiare il caso) non venivano pagati. Ed ecco che in 12 mesi l’imprenditore ha accumulato una montagna di debiti e si è ritrovato prima Equitalia e poi la procura alla porta di casa.
Un incidente di percorso? Non secondo la procura. Mosele, che aveva preso in affitto il ramo d’azienda dai vecchi proprietari della struttura ricettiva, vanta precedenti specifici per questa fattispecie di reato. Precedenti accumulati tra il 2003 e il 2008 in varie parti d’Italia. Dove finissero i soldi non è chiaro: l’uomo non possiede beni immobili di valore e i suoi conti correnti non sono così floridi. L’ipotesi più accreditata è che il denaro ricavato dall’attività fosse utilizzato per un condurre uno stile di vita ben al di sopra di quello che avrebbe potuto permettersi. Accertamenti sono in corso anche su altre attività che l’uomo ha intrapreso in giro per la Toscana.
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