Il Tirreno

Lucca

Minorenne aggredita da una baby gang

di Luca Tronchetti
Minorenne aggredita da una baby gang

L’adolescente denuncia 6 coetanei di averla picchiata iniettandole del liquido in un braccio cedendole della marijuana

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LUCCA. Soggiogata da una baby gang composta da sei adolescenti - tra italiani ed immigrati - di età compresa tra i 14 e i 17 anni (con una ragazza non ancora quattordicenne e quindi minore non imputabile) che in svariate circostanze l’avrebbero colpita con calci, pugni e con un bastone in legno arrivando a puntarle un coltello alla gola, ad iniettarle un liquido non identificato e a costringerla a fumare con loro della marijuana che le avevano venduto. Questa la denuncia presentata alla procura del tribunale dei minorenni di Firenze da un genitore esasperato dai tormenti della figlia adolescente e che, se trovasse conferma dai riscontri d’indagine della sezione di pg della polizia in servizio al tribunale dei minori, porrebbe seri interrogativi sul comportamento di ragazzini ben inseriti in un piccolo contesto sociale e in realtà in grado di porre in essere condotte socialmente pericolose e penalmente rilevanti.

Le accuse. Sei gli indagati protagonisti dell’allucinante storia: due ragazze (una non ancora quattordicenne) e quattro ragazzi che abitano in un comune della Piana. Alcuni studiano, altri lavorano, altri sono attesa di un’occupazione. Per l’accusa il «branco» composto solo da minorenni avrebbe preso di mira un’altra coetanea che vive in paese. E per motivi tutti da chiarire in varie circostanze dal settembre 2014 al dicembre 2015 i piccoli bulli avrebbero aggredito la vittima con calci e pugni e con un bastone. In una circostanza la minore non imputabile le avrebbe iniettato del liquido non identificato mentre un ragazzo la costringeva a tenere le braccia tese e un altro le puntava il coltello alla gola ferendola leggermente. Nella fuga veniva picchiata, spinta e minacciata dalla baby gang.

Condotte intimidatorie. In quel lungo lasso di tempo i sei bulli minorenni insultandola e chiedendole del denaro le avevano procurato un grave stato di ansia e di paura tale da costringerla ad evitare di uscire di casa, a modificare le sue abitudini e frequentare luoghi o strade del paese per paura di incontrare i suoi aguzzini. Alla fine era stata costretta a raggiungerli dopo aver rinvenuto nella cassetta della posta dei messaggi minacciosi e a fumare con i bulli della marijuana che loro stessi gli avrebbe ceduto. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e fatto scattare l’inchiesta è avvenuta l’8 dicembre 2015 quando la ragazzina sarebbe stata colpita con un sasso all’occhio sinistro e poi con calci e bastonate tali da provocarle un trauma contusivo con sublussazione a una spalla sinistra giudicata guaribili in 21 giorni.

Le indagini. Nella prossima settimana fissati gli incidenti probatori. Uno degli indagati, difeso dall’avvocato Nicola Barsotti, sostiene di conoscere solo di vista la minorenne che l’ha denunciato e di essere totalmente estraneo alle accuse.

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