Il dolore
Chiari & C. smontano il piano strutturale
L’accusa più forte: «Consumo di suolo zero era solo uno slogan elettorale. Invece è prevista molta nuova edificazione»
LUCCA. «Diciamo la verità: nessuno recupererà edifici dismessi. Per un semplice motivo: costa di più recuperare che costruire ex novo. Se l’amministrazione volesse davvero che grandi contenitori in disuso, ex siti industriali venissero riconvertiti, dovrebbe incentivarne il recupero, escludendo la proprietà del pagamento dell’Imu, abbatterebbe gli oneri di urbanizzazione, solo per fare alcuni esempi». Marco Chiari, ex assessore delle giunte Fazzi e Favilla, oggi leader di Alternativa civica Lucca, la prima lista civica nata in vista delle amministrative del 2017, sferra il suo attacco frontale al piano strutturale dell’amministrazione di Alessandro Tambellini che verrà presentato e proposto al consiglio comunale nella seduta del 30 maggio e lo ribattezza “piano delle contraddizioni”.
Le contraddizioni nascono in primo luogo dalla questione della nuova edificazione prevista dal piano strutturale realizzato dallo staff di architetti che ha lavorato al fianco dell’assessore all’urbanistica Serena Mammini. Come del resto sottolinea anche Nicola Buchignani, attuale consigliere comunale di Forza Italia - Alternativa civica di centrodestra, insieme a Chiari nella lista civica di recente formazione.
«Questo piano strutturale è anomalo - sottolinea Buchignani -: si dice che non c’è consumo di suolo, invece ce n’è grande consumo. La giunta sta forzando la sua approvazione: abbiamo 25 giorni per leggere 1.500 pagine. La maggior parte dei consiglieri ha anche un lavoro».
«Piano vecchio». Carte del piano strutturale alla mano, studiate sottolineando con l’evidenziatore i punti salienti o controversi, Chiari sottolinea che il piano strutturale che sta per approdare in consiglio è “fuori tempo”, «perché si basa su un piano conoscitivo del 2010. Da cui si evince come cambia la popolazione di Lucca: gli autoctoni sono sempre meno, con un saldo negativo di 360 l’anno, mentre i residenti stranieri aumentano annualmente di 568. Fra il 2004 e il 2011 i residenti stranieri sul territorio sono saliti a 7.700 in pratica il 10% della popolazione complessiva. la previsione per il quindicennio 2015-2030 è che i residenti a Lucca aumenteranno di 2.250 persone, pari a 1.010 famiglie».
«Altro che consumo zero del territorio». Chiari e Buchignani portano allo scoperto le superfici previste per la nuova edificazione: a scopo industriale-artigianale sono 36.900 metri quadrati di nuovo e 47.300 di recupero, a scopo direzionale e di servizio sono 17.400 di nuovo e 142.700 di recupero, con vocazione commercio sono 31.000 metri quadrati aggiuntivi per il dettaglio e 10.000 per l’ingrosso, più il recupero di altri 97.600 per l’intera partita. Infine, a scopo turistico, è prevista nuova edificazioni parti a 7.200 metri quadrati più 31.000 di recupero. Il totale generale fa 188.000 metri quadrati di nuova edificazione e 460.000 di recupero. A cui si aggiungono le superfici previste per le nuove abitazioni, previste sull’intero territorio comunale in misura di circa 1.600 in più (di cui 700 di edilizia popolare).
La critica. «Hanno tacciato le amministrazioni precedenti di avere ipercementificato ma questa amministrazione fa peggio. “Consumo zero del territorio” era un suo slogan elettorale, ma non corrisponde ai fatti. Noi non avremmo mai detto che non ci sarebbe stata cementificazione. «Perché ad esempio costruire nuove case popolari se ci sono a Lucca circa 3.000 abitazioni vuote? Il Comune le compri, le riadatti se ce n’è bisogno e le usi come edilizia popolare», dice Buchignani. Chiari continua a evidenziare contraddizioni. « Perché tutte queste nuove edificazioni se lo studio commissionato dal Comune a Imt a integrazione del piano strutturale dice chiaramente che non c’è bisogno di costruire ancora a Lucca, che il mercato è fermo e l’offerta di già costruito è tanta».
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