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Arresti domiciliari e tre anni di foglio di via dalla città

Arresti domiciliari e tre anni di foglio di via dalla città

LUCCA. Sguardo assente, frasi non sempre comprensibili. Ricorda poco o nulla di quel sabato mattina di follia Angelo Cammarata, 27 anni, residente a Vecchiano, accusato di lesioni personali...

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LUCCA. Sguardo assente, frasi non sempre comprensibili. Ricorda poco o nulla di quel sabato mattina di follia Angelo Cammarata, 27 anni, residente a Vecchiano, accusato di lesioni personali aggravate dai futili motivi ai danni di Roberto Cipriani, 48 anni, artigiano di via S. Nicolao e di un giovane padre residente a Ponte a Moriano entrambi rimasti leggermente feriti dalla furia del giovane con precedenti specifici e un recente Tso alle spalle. Convalidato l’arresto operato dalla polizia, al termine dell’udienza il giudice Simone Silvestri dispone per l’imputato gli arresti domiciliari sino al 20 giugno data di fissazione del processo. Il questore Alessandro Giuliano impone al giovane il foglio di via obbligatorio per la durata di 3 anni. Una misura di sicurezza importante per la cittadinanza scossa da un episodio che poteva avere conseguenze ben peggiori sull’incolumità di donne e bambini che si trovavano all’interno del bar «La colonna» o stavano transitando da piazza S. Maria Foris Portam. Preoccupato anche l’artigiano coinvolto, suo malgrado, nella vicenda e che alla fine ha ringraziato la polizia per l’impegno profuso. Quel giovane che Cipriani non aveva mai visto prima si era avvicinato all’improvviso iniziando ad insultarlo e inveire. «Ho fatto per allontanarmi ed entrare nel bar - racconta il falegname - quando quell’energumeno mi ha colpito con un cazzotto da dietro all'altezza della carotide. Sono crollato a terra inerme e ho battuto pure il cranio in un cartello procurandosi un ematoma alla testa». Cammarata a quel punto si è avvicinato ai tavoli apparecchiati della trattoria «Da Nonna Clara» lanciando contro l’artigiano a terra due bicchieri che non lo hanno colpito. Poi ha preso un coltello da cucina per tagliare la carne e lo ha lanciato prendendo di striscio un passante che teneva per mano i due figli piccoli. Cipriani, seppur stordito e sanguinante dall'orecchio destro, raggiunge il bar dove i proprietari cercano di chiudere la porta d'ingresso per evitare che quella furia possa entrare. Ma Cammarata entra e sferra un pugno all'altezza della tempia sinistra dell'incredulo artigiano che reagisce con due montanti di cui solo uno colpisce il bersaglio. Serve il coraggio di Mario Marchi, il commerciante del negozio di ceramiche di pregio, che da dietro lo blocca e di peso lo trascina fuori dal bar dove viene preso in consegna dagli agenti della squadra Volante, diretti dal responsabile Davide Caldarozzi.(l.t.)

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