Il dolore
Ancora aperti, ma in attesa della fine
Slitta la decisione su La Pecora Nera, il ristorante di piazza San Francesco. Anffas vuole chiudere e la coop da sola non ce la fa
LUCCA. L’agonia è solo prolungata per La Pecora Nera, il ristorante in piazza San Francesco nato nel 2007 da un progetto di inclusione lavorativa e sociale patrocinato da Anffas.
Il ristorante, in cui lavorano quattro disabili assunti, tre con borsa lavoro e altri quattro addetti, ha problemi di liquidità finanziaria, oltre che un bilancio da ripianare, quello del 2015, con una perdita di circa 40.000 euro.
Ma a fronte di queste difficoltà c’è soprattutto la volontà di Anffas a chiudere questa avventura durata a questo punto dieci anni. Il 13 marzo 2016 infatti la divisione lucchese dell’associazione nazionale di famiglie di persone con disabilità intellettiva ha inviato alla cooperativa Segni Particolari Nessuno che gestisce il ristorante la disdetta unilaterale del ramo di azienda a fare data dal 15 gennaio 2017, ma negando la volontà a supportare il progetto per un altro anno.
Per tutti questi motivi era molto attesa lunedì 23 maggio alle 17 la riunione del consiglio di amministrazione della cooperativa Segni Particolari Nessuno, presieduta da Patrizia Mei, del gruppo che ha fondato La Pecora Nera. Un consiglio di diciassette soci, di cui dieci espressione di Anffas e sette di famiglie che hanno figli inseriti nel progetto del ristorante o gli sono comunque vicine.
Di fatto lunedì pomeriggio, alla fine di un’assemblea andata avanti per oltre due ore, il cda ha solo approvato la mozione con cui Anffas si offre di ripianare il bilancio 2015 con una partita di giro (rinuncia in pratica al fondo per il deterioramento di beni terzi) e concede un contributo di 4.700 euro.
«Avendo una maggioranza precostituita - spiega Piergiorgio Paoli del cda - di dieci contro sette l’assemblea ha votato a maggioranza la proposta di Anffas. A seguire è stato presentato in assemblea un bilancio 2016 del ristorante fino al 30 aprile, e già in questa prima fase è fortemente negativo. Anffas non ha intenzione di venirci incontro anche per questo anno. È stato così deciso di convocare un’ulteriore assemblea dei soci per deliberare definitivamente sulla situazione».
Vie d’uscita non ce ne sono. La proposta che la cooperativa aveva fatto ad Anffas era di poter avere un sostegno per il 2016, intanto Segni Particolari si sarebbe data da fare per trovare un’altra sede (quella attuale costa 4.000 euro mensile di affitto) e andare avanti con il progetto di lavoro per i ragazzi disabili.
Adesso, a maggior ragione, con la «disdetta del ramo d’azienda (la licenza è di Anffas e la cooperativa paga 10.000 euro l’anno all’associazione, ndr) dovremo restituire tutti gli strumenti che abbiamo in dotazione al ristorante: dalla cucina alle pentole, posate e tovaglie, fino a tavoli, sedie e altri arredi», continua Paoli.
Fino al giorno della prossima assemblea (tra una ventina di giorni), ad ogni modo, il ristorante La Pecora Nera rimane aperto, nell’orario e nei giorni tradizionali.
Ma per Patrizia Mei e Massimiliano Paggetti, il cuoco e l’aiuto cuoco, oltre ai sette giovani disabili occupati del ristora, saranno giorni di grande sconforto.
«Continuiamo a lavorare, andiamo avanti, vediamo di farcela - continua Paoli -. Di fatto la fine è soltanto rinviata. E noi intanto ci proviamo a stare aperti».
Sarà un colpo durissimo per chi nel ristorante e nel progetto di riabilitazione ha messo passione e anima. Con la licenza non è escluso - questa la voce che insiste - che Anffas apra una nuova attività, forse un bar.
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