Il dolore
«Non toccate la guardia medica»
Il sindaco di Fabbriche scrive a Renzi per chiedere di non ridurre il servizio
FABBRICHE DI VERGEMOLI. Il servizio di guardia medica, che nelle zone montane diventa praticamente indispensabile vista la morfologia e la distanza dagli ospedali, potrebbe subire drastiche riduzioni dopo l'accordo tra sindacati e governo per l'eliminazione del servizio nella fascia che va da mezzanotte alle 8 del mattino.
Il sindaco Michele Giannini, primo cittadino di Fabbriche di Vergemoli, ha deciso di andare dritto alla questione, e ha scritto direttamente al presidente del consiglio Matteo Renzi per esprimere tutte le sue perplessità verso l'abolizione del servizio di continuità assistenziale (l'ex guardia medica) nelle ore notturne: «La chiusura del servizio porterà enormi disagi per tutti i cittadini, soprattutto quelli residenti nei piccoli comuni. Ridurre l'assistenza della medicina generale da 24 ore su 24 a 16 e 12 ore il sabato e i festivi è una pazzia, i medici del 118 dovranno occuparsi di tutto e il pronto soccorso finirà per essere continuamente intasato da richieste di assistenza, anche per piccole patologie».
Il sindaco, che amministra uno dei più piccoli comuni toscani in territorio montano, teme che questa contrazione si ripercuota anche nella gestione delle emergenze: «Chiudere il servizio nelle ore notturne, che sono quelle più a rischio, significa lasciare i piccoli centri abbandonati a loro stessi e senza alcuna presenza del Servizio sanitario nazionale, oltre al reale rischio di intasamento dei pronto soccorso. Questa situazione aggraverebbe ancora di più le difficoltà del 118 che si troverebbe a gestire in contemporanea due tipi di servizio completamente diversi: i codici rossi di emergenza e le visite e prescrizioni per patologie minori».
Finora la “divisione dei compiti” è sempre stata funzionale con infarti, ictus, politraumi, dispnee gravi che impegnano per molte ore i medici d'emergenza del 118, mentre le patologie minori (che possono evolversi rapidamente in gravità) sono state competenza delle guardie mediche: «L'assistenza medica è un diritto di tutti i cittadini e sino ad oggi è stata assicurata capillarmente su tutto il territorio nazionale, grazie anche alle guardie mediche che in alcune piccole realtà rappresentano l'unico presidio sanitario», riprende il sindaco, che poi si rivolge agli altri amministratori della zona: «Dobbiamo renderci conto che stanno smantellando i servizi essenziali, che la Costituzione ha sempre garantito a tutti. Spero che altri sindaci della Valle si attivino per difendere il diritto primario alla salute senza essere succubi di un partito politico». (n.b.)
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