Il Tirreno

Lucca

Giovanni Marchi (Udc)

«I soldi per Palazzo Boccella potevano essere usati meglio»

«I soldi per Palazzo Boccella potevano essere usati meglio»

CAPANNORI. Entrano nel mirino dell'opposizione le spese del Comune per rilanciare Palazzo Boccella, a San Gennaro. «Un investimento da 685mila euro, di cui 200mila da parte del Comune di Capannori...

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CAPANNORI. Entrano nel mirino dell'opposizione le spese del Comune per rilanciare Palazzo Boccella, a San Gennaro. «Un investimento da 685mila euro, di cui 200mila da parte del Comune di Capannori – scrive il consigliere dell’Udc Giovanni Marchi – che in quattro trance da 50mila euro completa l'investimento per l'acquisto di un immobile, mentre i restanti 485mila euro sono a carico della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Con questo investimento la fondazione Boccella, con il suo presidente Romano Citti, sperano di attrarre visitatori durante l'estate e sperano, senza nessuna certezza, che la scuola di cucina incrementi l'attività nel periodo invernale. È proprio vero che i soldi dei cittadini non valgono nulla, basta avere visibilità all'esterno senza avere contropartite in cambio».

Secondo l'esponente dell'opposizione «facendo due calcoli semplici ed elementari, si può notare che l'investimento complessivo di 685mila euro, potrebbe essere suddiviso per 165 metri quadrati di immobile, ristrutturato e bello quanto si vuole, ma il suo costo potrebbe aggirarsi sui 3.000 euro a metro quadrato per un importo di 495mila euro. Il giardino è 1.250 mq per un importo di 125mila euro. La piscina di 50 metri quadri a circa 1.300 ero a metro quadro per un importo di 65mila euro. Questi prezzi li possiamo capire se andiamo a comprare un immobile a Forte dei Marmi non a San Gennaro. Qualora, si dovesse vendere tutta la proprietà quanto verrebbe stimata, o, meglio, a quanto sarebbe venduta? Ma quanto abbiamo speso in acquisti e ristrutturazioni, quanto ha reso l'investimento complessivo ai cittadini? Investimenti fini a loro stessi senza pensare alle vere esigenze dei cittadini. In un anno sono state chiuse due scuole, Tassignano e l'asilo di Lammari, con 200mila euro investiti per l'acquisto da parte del Comune forse avremmo ristrutturato qualche cosa, senza dover buttare come al solito dalla finestra soldi pubblici».

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