Il Tirreno

Lucca

Mensa, aumentano le agevolazioni

di Barbara Antoni
Mensa, aumentano le agevolazioni

Lucca: sale il tetto massimo Isee per beneficiare di riduzioni, sconti più alti a chi ha più figli. La minoranza: «Stop al monopolio»

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LUCCA. Un aumento delle percentuali di sconto sulla tariffa mensa per le famiglie con più di un figlio che usufruisce del servizio e una revisione del range di Isee delle famiglie che possono beneficiare di tariffe mensa ridotte. L’estate porterà novità in questo senso, secondo l’annuncio del vicesindaco con delega ai servizi scolastici Ilaria Vietina: novità che saranno applicate fin da settembre, per l’anno scolastico 2016-2017.

Gli impegni nascono sia dall’applicazione sperimentale nell’anno scolastico in corso di nuovi criteri per la determinazione del costo della mensa per le famiglie, sia dall’ordine del giorno scaturito alla fine del consiglio comunale aperto sulla mensa scolastica dell’altra sera in Palazzo Santini indetto a seguito della richiesta presentata dal capogruppo di Fi Marco Martinelli, fautore della proposta di inserire tra le opzioni mensa quella del pasto portato da casa bocciata però dal consiglio comunale.

Su quest’ultimo punto l’amministrazione è ferma: nessuno spiraglio per la possibilità di portare nei refettori scolastici pasti preparati in altra sede, «non per preclusioni di principio ma nei termini dell’organizzazione prevista dalla Regione Toscana in materia - sottolinea Ilaria Vietina -. A Lucca abbiamo 54 refettori, con 5.200 alunni iscritti al servizio oltre gli insegnanti. Anche se la media giornaliera di pasti serviti è di 3.500 perché non tutte le scuole hanno il tempo pieno ogni giorno. In base alla normativa vigente, tutto il cibo portato in sala mensa deve essere tracciabile, è questo che distingue la responsabilità di chi ha la gestione del servizio. Dei 3.500 pasti giornalieri serviti, circa 300 sono speciali, ovvero preparati in base a scelte etiche o esigenze sanitarie». Inammissibile anche pensare che bambini con il pasto portato da casa possano consumarlo in classe: «Il consumo dei pasti in aula - aggiunge l’assessore - contravviene a principi di igiene e all’organizzazione del gruppo classe».

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Cambia l’Isee. Amministrazione inflessibile sulla provenienza dei pasti ma flessibile sulle modalità di calcolo del prezzo. Un punto che, a maggior ragione dopo il consiglio aperto, è allo studio. Allo stato attuale, dopo la revisione della fascia di Isee e beneficiaria di una tariffa mensa ridotta (la fascia va da 4.000 a 24.000 euro su base nazionale), il Comune di Lucca vuole rivedere gli importi e (probabilmente) estendere il limite massimo, in modo da ammettere alla tariffa ridotta più famiglie.

Nuove percentuali di sconto. Il vicesindaco Vietina conferma che per il prossimo anno scolastico il costo minimo (2 euro) e massimo (5) della mensa scolastica rimarranno invariati e che il calcolo della tariffa continuerà ad essere percentuale in base all’Isee di ciascuna famiglia (a quelle che non lo presentano continuerà ad essere applicata la tariffa massima). Le variazioni piuttosto interverranno sulla percentuale di sconto dal secondo figlio in poi iscritto alla mensa. Allo stato attuale lo sconto è del 10% su tutti i figli per chi ne ha più di uno: criterio che vale in egual misura per tutte le famiglie a prescindere dal reddito. L’idea, adesso, è di andare ad applicare un meccanismo percentuale articolato in base al numero di figli (e forse anche di reddito): le novità saranno, come detto, messe a punto per l’anno 2016-2017.

Più controlli. L’amministrazione si impegna «a migliorare ulteriormente il servizio con gli strumenti previsti, ovvero tutti i controlli di legge e le commissioni mensa composte di un genitore e un insegnante per plesso i cui report vengono di continuo analizzati».

Lavori ai refettori. Sui refettori, Ilaria Vietina dichiara che è quasi ultimato l’adeguamento degli spazi mensa nelle scuole. Fatta eccezione per le scuole di San Cassiano a Vico, Saltocchio, San Donato, San Filippo e San Marco, dove per l’ampliamento degli spazi ci sono progetti già pronti ma non ancora coperti da finanziamento. Diverso il caso delle scuole di Montuolo e San Michele di Moriano, «le uniche dove operiamo con la deroga dell’Asl perché gli spazi sono piccoli e c’è da trovare una soluzione architettonica compatibile con le strutture».

Morosi. In calo il numero e l’entità delle morosità. «Abbiamo concordato molti piani di rientro, le famiglie si sono dimostrate responsabili», conclude l’assessore Vietina.

La battaglia non finisce. Ma la battaglia sulla mensa e sulla possibilità del pasto da casa sembra proprio non finire dopo il consiglio. Martinelli annuncia che tornerà alla carica con lo scopo di «trovare un punto di equilibrio tra le richieste di circa quattrocento famiglie riunite in comitato e la posizione intransigente del Comune. Il regime di monopolio crea disagi. Invece, portare cibo da casa e quindi creare un libero mercato va a garanzia del servizio mensa stesso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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