La manifestazione
Aggressione con il coltello in centro
Assurdo episodio in mezzo ai turisti in piazza Santa Maria Bianca: artigiano finisce in ospedale, arrestato un uomo
LUCCA. Si avvicina a un artigiano che sta parlando di calcio con un commerciante sulla soglia del suo negozio in piazza della Colonna Mozza e senza motivo inizia ad insultarlo e inveire contro di lui. Sono le 11,15 di un assolato sabato di fine maggio con turisti, coppie di giovani, mamme con i bambini a spasso nel centro storico. In cinque minuti si scatena l’inferno. E soltanto per una serie di fortunate coincidenze alla fine due persone finiscono al pronto soccorso del San Luca con prognosi di pochi giorni. Poteva andare decisamente peggio. Adesso l’aggressore - 29 anni, residente nella zona di Vecchiano, precedenti di polizia per fatti di violenza - è in carcere accusato di lesioni aggravate dai futili motivi. Domani l’udienza di convalida di fronte al giudice e la possibilità da parte del questore di emettere un foglio di via obbligatorio da Lucca.
I fatti. L’artigiano in questione è il falegname di via S. Nicolao, Roberto Cipriani, 48 anni, persona mite e tranquilla. Quando quell’energumeno si avvicina e inizia a insultarlo senza un perché, lui, per evitare «beghe», si allontana verso il vicino bar «La Colonna». Ma non ci arriva. Percorre pochi metri e viene colpito da quel folle - fisico robusto, testa rasata, tatuaggi sparsi per tutto il corpo - che non ha mai visto: un cazzotto da dietro all’altezza della carotide. L’artigiano crolla a terra inerme e batte pure il cranio in un cartello metallico procurandosi un ematoma alla testa. Intontito per la botta presa sente il rumore di un bicchiere che va in frantumi accanto alla sua mano sinistra. Un altro bicchiere «vola» contro il muro di un edificio. Cipriani fa per rialzarsi e schiva d’istinto un coltello - sottratto assieme alle altre vettovaglie scagliate contro Cipriani dai tavoli all’aperto della trattoria «Da Nonna Clara» - lanciatogli contro da quell’invasato. Il manico della lama colpisce alla schiena un giovane padre di Ponte a Moriano che si trovava lì vicino e cercava di allontanarsi tenendo per mano i suoi due bimbi piccoli. Il falegname, seppur stordito e sanguinante dall’orecchio destro riesce a raggiunge il bar dove i proprietari Roi Pantaleoni e Cinzia Mazzoni assieme alla dipendente Monica Mazzei cercano di chiudere la porta d’ingresso per evitare che quella furia possa entrare. Ma non ci riescono. Quell’individuo entra e sferra un pugno all’altezza della tempia sinistra dell’incredulo artigiano che, a quel punto, reagisce con due montanti di cui solo uno colpisce il bersaglio. Nel frattempo Cinzia Mazzoni ha telefonato alla polizia e a un’ambulanza che piombano in piazza Santa Maria Foris Portam nel giro di un paio di minuti. Ma per fermare quel pazzoide serve il coraggio e la vigoria di Mario Marchi, il commerciante del negozio di ceramiche di pregio attrazione per i turisti, che da dietro lo blocca e di peso lo trascina fuori dal bar dove gli agenti della squadra Volante, diretti dal responsabile Davide Caldarozzi. Ci vogliono quattro agenti e due pattuglie per placare i bollenti spiriti di quell’ossesso che, a debita distanza continua a minacciare di morte e insultare il malcapitato. A Cipriani e al giovane padre di Ponte a Moriano intanto vengono prestate le prime cure dai volontari all’interno della Misericordia che si sono presi cura anche dei due bimbi, assai spaventati, tranquillizzandoli .
L’arresto. L’autore del pandemonio viene condotto in questura e, dopo aver avvisato il magistrato di turno, finisce nel penitenziario di S. Giorgio. Ricorda poco o nulla di ciò che ha combinato. E non è una novità perché - una decina di giorni fa - il ventinovenne di origini pisane era stato condotto al pronto soccorso del San Luca in preda a un violento raptus. Era andato in escandescenza tanto che ci erano voluti diversi agenti e un’iniezione da parte dei medici per sedarlo dopo che aveva causato diversi danni a un’ambulanza. Sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio era stato trasferito per le cure del caso all’ospedale Versilia dove 3 giorni dopo era stato dimesso.
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