Il dolore
I genitori: «Non molliamo sul cibo da casa»
Il comitato annuncia altre proteste da settembre e propone un’indagine sulla qualità degli alimenti
LUCCA. «Noi non molliamo, anzi ora continueremo ancora di più col portare avanti la mobilitazione». Lo dice Marianna Ferraro, presidente del comitato La scuola che vogliamo, all'indomani della bocciatura, da parte del consiglio comunale, della proposta di introdurre il pasto da casa nella mensa scolastica. «L'altra sera - continua - abbiamo assistito all'ennesimo arroccamento dell'amministrazione comunale, che ha dimostrato anche una certa incompetenza sull'argomento. È stato fatto passare il concetto per cui gli unici responsabili siamo noi genitori, sciacalli e scellerati, interessati solo a strumentalizzare i nostri figli e a portare avanti una protesta sulle spalle dei bambini. Ma il punto è un altro e continueremo a ripeterlo: se il cibo della mensa fosse buono, nessuno di noi porterebbe il mangiare da casa». Sono quattrocento le famiglie mobilitate dal comitato e l'intenzione è crescere ancora, provando anche a costituire un unico coordinamento per Lucca e Piana, coinvolgendo, in primis, i genitori di Capannori. «Non ci spostiamo di un millimetro - continuano i membri del comitato lucchese - I problemi sono diversi e intrecciati tra loro: la questione che ci sta più a cuore è quella della qualità. Vorremmo conoscere la provenienza delle derrate e verificare l'effettiva natura biologica dei prodotti. C'è poi un aspetto legato al costo, troppo alto per quello che viene proposto. Infine, la possibilità di lasciare libertà di scelta: perché non permettere a chi vuole di somministrare il pasto preparato a casa? È vero, la mensa è un tempo scuola importante, di socializzazione e aggregazione: e allora perché in molte scuole oggi i bambini che portano il pranzo da casa vengono fatti mangiare dopo tutti gli altri, in classe, come se fossero diversi?» I genitori del comitato, alcuni dei quali sono anche commissari mensa, hanno intenzione di andare a fare visita al centro unico di preparazione pasti prima della fine dell'anno scolastico. L'idea poi è di riprendere la mobilitazione dal nuovo anno scolastico, valutando tutte le opzioni possibili. «I genitori si sentono rappresentati e tutelati dall'azione del comitato - spiegano - e questo per noi è un importante risultato. Svolgiamo un'azione di controllo che in realtà dovrebbe essere attuata anche del comune: per questo avevamo proposto di costituire un competente organo di controllo comunale che verifichi gli standard qualitativi previsti nel capitolato di appalto e applichi le sanzioni previste quando serve. Proposta purtroppo respinta».
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