Sicurezza
Caccia a ottocento firme per il no al carbonizzatore
Prime sottoscrizioni a Porcari alla petizione da inviare alla Regione Intanto a Capannori si prepara una nuova assemblea sull’impianto di Salanetti
PORCARI. Una petizione per dire no al carbonizzatore di Salanetti, zona vicina alle abitazioni al confine tra Capannori e Porcari. Dagli annunci gli attivisti ambientalisti sono passati ai fatti. Il primo passo sarà domani alle 8, in piazza del Mercato a Porcari, dove sarà allestito un banchetto per raccogliere le sottoscrizioni in occasione della manifestazione podistica "Porcari Corre". Poi saranno organizzate altre giornate per aderire all'iniziativa.
L'obiettivo è raccogliere almeno 800 firme da protocollare e inviare alla Regione, responsabile del procedimento di autorizzazione del biocarbonizzatore. Promotore è il comitato "riaccendete la centralina", sostenuto dagli altri comitati ambientalisti e da tanti cittadini porcarese e capannoresi. Il documento con in calce le firme dei i contrari al biocarbonizzatore sarà formalmente sostenuto anche dal Comune. La petizione dovrà essere presentata entro il 31 maggio.
La procedura è quella del percorso partecipativo e la Regione ha 180 giorni per attivare la procedura e dare un parere. Un parere che non è vincolante, ma che avrebbe il suo peso nell'iter di approvazione. Non è per intenderci un referendum, ma un modo per dare voce ai cittadini. Un'azione congiunta con l'amministrazione comunale porcarese che ha da subito tenuto una linea dura sull'impianto che la Creo intende realizzare alle porte del suo territorio. Un'iniziativa, quella della petizione, che era stata ventilata durante il presidio degli ambientalisti in piazza Orsi.
Intanto a Capannori è in fase di allestimento di un'assemblea pubblica per discutere sul carbonizzatore e informare i cittadini. L'iniziativa è promossa da Ambiente e Futuro e Rossano Ercolini, coordinatore del Centro Rifiuti Zero. Ancora da fissare la data che potrebbe essere venerdì prossimo. All'incontro saranno invitati anche i rappresentanti istituzionali e il sindaco di Capannori Luca Menesini.
Sul fronte della procedura autorizzativa la palla è in mano alla Regione che dovrà rideterminare i termini dopo la proroga richiesta dalla Creo. Il passaggio di competenze a Firenze ha causato un po' di ritardo e quindi il procedimento è in stand-by. La Creo ha chiesto una proroga per rispondere alle osservazioni sollevate dalla Provincia e poi "passate" alla Regione. Al termine di questo iter la Regione si pronuncerà e, se il progetto sarà sottoposto a Via, la legge prevede che ci sia un percorso di altri 180 giorni, che comprende anche lo svolgimento dell'eventuale inchiesta pubblica sollecitata dai sindaci di Capannori e Porcari.
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