Sicurezza
Paletti negli archi dell’Acquedotto Nottolini
Servono a sostenere i filari di una vigna ma nessuno ha dato l’autorizzazione. Il Comune: «È un abuso»
LUCCA. Bombole del gas, sacchi di immondizia e persino automobili lasciate in mezzo all’erba da chissà quanto tempo. E poi c’è qualche novello Archimede che ha pensato di sostenere i filari della sua vigna infilando dei paletti di ferro nei preziosi pilastri del Nottolini. Genio.
Nei giorni scorsi vi avevamo parlato del progetto di recupero dell’acquedotto Nottolini che l’amministrazione comunale ha intenzione di intraprendere: il punto di partenza è la tesi di laurea di un giovane studente dell’università di Pisa. Due le strade da percorrere per ottenere i soldi (circa 3 milioni di euro) necessari a ristrutturare l’opera e a realizzarvi un percorso ciclopedonale: un prossimo bando del ministero dei Trasporti che premia i progetti legati alla mobilità e il “concorso” indetto dal governo che mira a individuare una serie di luoghi finiti nel dimenticatoio (si vota scrivendo alla mail bellezza@governo.it). Fino a qui tutto bene.
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Il problema, però, è lo stato attuale in cui versa l’acquedotto: percorrendo gli oltre tre chilometri dell’infrastruttura vi si trovano bombole di gas abbandonate, sacchi di immondizia, automobili (ma su un terreno privato). Dulcis in fundo, a deturpare ulteriormente l’infrastruttura ci sono degli enormi chiodi di metallo infilati nei pilastri. Servono a sostenere i filari dei vitigni che sorgono lì accanto. Peccato che nessuno abbia autorizzato il viticoltore a piantare i chiodi negli archi dell’acquedotto. La segnalazione ci è arrivata da un cittadino che alcuni giorni fa passeggiava lungo l’acquedotto, poco dopo la Casina della Rose. Subito ci ha segnalato lo scempio, poi documentato da queste foto. Il Comune di Lucca informato della vicenda conferma: «Di certo non abbiamo dato alcuna autorizzazione per una simile operazione». A tutti gli effetti, dunque, si tratta di un abuso non facile da sanare a causa di una complessa geografia amminstrativa. La tutela dell’acquedotto, infatti, è affidata al Comune di Lucca, ma i campi sui cui sorgono le vigne sono già nel territorio di Capannori. Pertanto dovranno essere i vigili urbani della Piana a informarsi con il proprietario dei terreni. «Abbiamo segnalato la faccenda all’amministrazione del sindaco Menesini, che a giorni interverrà», fanno sapere da palazzo Orsetti.
In attesa che la municipale faccia i suoi accertamenti, a denunciare lo stato di degrado intorno al Nottolini ci si mette anche l’Unione giovani Liberi. Nei giorni scorsi sul profilo Facebook del gruppo presieduto dallo studente Michele Sarti Magi sono apparsi video e foto inequivocabili: «Siamo andati a fare una passeggiata nel parco dell’acquedotto Nottolini e abbiamo trovato una sorta di discarica – dicono i membri dell’associazione nel video-denuncia – Ci sono sacchetti dell’immondizia abbandonati, barattoli di vernice aperti, bombole di gas, bottiglie di vetro, tazze e cuscini. Abbiamo pronto il progetto Lucca Pulita che consiste di organizzare gruppi di lavoro con i cittadini per andare a sistemare le zone più critiche della città». Sicuramente, pare di capire, ci sarà anche quella che corre lungo il Nottolini.
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