Il Tirreno

Lucca

Furto in ospedale, denunciato il responsabile

di Gianni Parrini
L'ospedale San Luca
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L'ospedale San Luca

Si tratta di un lucchese di 27 anni già noto alle forze dell'ordine. La polizia lo ha individuato grazie alla storia sulla morte del padre (tutta vera) che ha raccontato alla vittima prima di rubarle la borsa

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LUCCA. Per guadagnarsi la fiducia degli altri bisogna raccontare qualcosa di sé. E' psicologia spiccia, ma funziona. Se però fai il ladro e per mestiere inganni la gente, tanta sincerità può nuocere all'attività. Lo ha imparato un 27enne di Lucca, rintracciato e denunciato dalla polizia per furto. Nel primo pomeriggio di giovedì 19 maggio il giovane aveva rubato la borsa di una signora sui 40 anni che era andata al San Luca per visitare la madre, lì ricoverata.

Il raggiro. La vicenda è quantomeno curiosa: siamo nell'area medica e il giovane, che si trova lì per visitare un amico, si avvicina alle due donne e con premura chiede informazioni sullo stato di salute dell'anziana. Poi, per entrare in sintonia con le interlocutrici, racconta una storia molto toccante su come ha perso il padre, morto nel febbraio scorso. La quarantenne, intenerita dal resoconto e non pensando di avere davanti un ladro, si distrae un attimo e puff: la borsa in cui ha soldi e documenti sparisce. E con essa il giovane. Sono le 14: il personale dell'ospedale dà l'allarme e sul posto arriva una volante della polizia di Stato, la cui attività è diretta dal dottor Davide Caldarozzi. Gli agenti parlano con la derubata e la sua testimonianza fornisce elementi interessanti: la donna descrive un ragazzo italiano tra i 25 e i 30 anni con una "G" tatuata sul collo. Poi racconta ai poliziotti la storia che il giovane le ha rifilato sulla morte del padre, pensando però che fosse tutta inventata. Ma gli agenti la vedono diversamente: fanno un primo controllo all'obitorio, dove risulta che un signore con le caratteristiche descritte dal giovane fosse morto proprio nel febbraio 2016. E il suo nome di battesimo, guarda caso, comincia con la lettera "G".

La ricostruzione. Le tessere del puzzle cominciano a incastrarsi: a questo punto gli agenti verificano se il deceduto ha figli dell'età del sospettato. E anche questo riscontro è positivo: figlio maschio di 27 anni, con precedenti per reati contro il patrimonio e una "G" tatuata sul collo. Il quadro è completo: i poliziotti trovano l'indirizzo del ragazzo, che abita alla periferia di Lucca, e vanno a fare un controllo: nella casa c'è solo la sorella, ma il fratello arriva di lì a breve. Vedendo le volanti non riesce a reggere la pressione e subito confessa il furto, rivelando dove è nascosta la borsa che viene ritrovata (ma senza portafoglio). Il ragazzo viene così denunciato a piede libero per furto. 

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