Sicurezza
Folla di studenti per ascoltare don Luigi Ciotti
BARGA. «Sono venuto per ascoltare domande, dubbi, interrogativi, cogliere intelligenza, passioni: i ragazzi, hanno bisogno di trovare punti di riferimento veri, coerenti, credibili. Quindi sono loro...
BARGA. «Sono venuto per ascoltare domande, dubbi, interrogativi, cogliere intelligenza, passioni: i ragazzi, hanno bisogno di trovare punti di riferimento veri, coerenti, credibili. Quindi sono loro i protagonisti: io cercherò di rispondere alle sollecitazioni dei giovani, perché per me è sempre importante cogliere la lettura che fanno del territorio e di tutto quanto li circonda». Parole di don Luigi Ciotti, dette martedì prima di salire sul palco nell'aula magna dell’Isi di Barga all'evento che Gruppo Volontari della Solidarietà (Gvs) ha organizzato con l'aiuto di scuola e parrocchia per la sua 27ª “Settimana della solidarietà” iniziata mercoledì scorso ed oggi all'atto conclusivo. Sacerdote attivo nel sociale creatore prima di Gruppo Abele poi dell'associazione Libera contro la presenza delle mafie in Italia, ma pure tra i fondatori di Lila, è stato protagonista di un evento che a Barga molti si ricorderanno. L'aula magna infatti traboccava: studenti, docenti, i diversabili seguiti dai volontari di Gvs e dalla presidente Myrna Magrini; poi, considerando che la popolazione di Isi è di circa 1200 studenti i non presenti nella sede di via dell'Acquedotto, grazie alla tecnologia streaming, hanno seguito in diretta dal vicino cinema Roma e Puccini di Fornaci.
«Per una società giusta di cittadini responsabili e solidali”, don Ciotti l'ha introdotto con una convinzione: è il “noi” la vera ricetta a edificare un bel futuro, principio che ha confidato essere alla base del lavoro coi colleghi di Libera, Abele e d'altri suoi progetti. Grande capitolo scritto nella mattinata, ha riguardato legalità, Costituzione e mafie. Poi tanti altri i temi, e molti di questi acuiti da nuove povertà d'oggi: “culturale” una, “relazionale” l'altra. Ma coi giovani, si può sperare nel positivo cambiamento? «È la cultura -risponde - che dà la sveglia alle coscienze. Quindi il mio sogno sono le città educative, perché l'educazione non può esser lasciata solo alle famiglie, che hanno la loro responsabilità, poi c'è la parte che chiediamo alla scuola, ma deve essere una scommessa a coinvolgere tutta la realtà».
Francesco Cosimini
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