Il Tirreno

Lucca

RINVIO AL GIUDICE CIVILE D’APPELLO

Caffè Nelli, parzialmente accolto il ricorso degli ex soci

Caffè Nelli, parzialmente accolto il ricorso degli ex soci

LUCCA. La Cassazione ha annullato con rinvio a una sezione civile d’Appello la sentenza di assoluzione dall’accusa di appropriazione indebita di somme non contabilizzate nei confronti degli ex...

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LUCCA. La Cassazione ha annullato con rinvio a una sezione civile d’Appello la sentenza di assoluzione dall’accusa di appropriazione indebita di somme non contabilizzate nei confronti degli ex gestori del bar Caffé Nelli in viale Europa limitatamente a 20mila euro rinvenuti sui conti correnti degli indagati. Nelle motivazioni della sentenza di secondo grado si affermava che le due diverse versioni erano state proposte rispettivamente dai testimoni dell’accusa e da quelli della difesa mentre dagli atti risulta che almeno un testimone della difesa abbia ammesso la presenza di contabilità parallela e del fatto che era una regola quella di accantonare una parte dei ricavi in nero. Un netto contrasto tra i giudici del tribunale di Lucca e quelli della Corte d’Appello di Firenze per cui il ricorso presentato alla Corte di Cassazione da un’ex soci del bar Nelli è stato accolto in ordine all’esistenza di somme confluite sui conti correnti personali. Specie in mancanza di un’effettiva motivazione della Corte di merito in ordine al motivo in cui si debba ritenere che la presenza della pensione o di altra attività lavorativa normalmente accreditata direttamente sul conto corrente possa giustificare l’affermazione che il deposito sul conto di non trascurabili somme di denaro sia estraneo al delitto contestato di appropriazione indebita. La vicenda prende spunto dalla sentenza emessa dal tribunale di Lucca il 24 gennaio 2013 che aveva condannato Raoul e Luca Bertolini e Lorenza Fanucchi per il solo reato di appropriazione indebita nella misura di 20mila euro e li aveva assolti dalle altre imputazioni di appropriazione indebita e di truffa. Una sentenza riformata il 15 gennaio 2015 dalla Corte d’Appello di Firenze che aveva assolto tutti gli imputati anche dalla presunta appropriazione indebita di 20mila euro. Tutto era nato da una lite tra soci che avevano rilevato il noto locale sul viale Europa a San Concordio circa 6-7 anni fa. Da una parte la famiglia Bertolini, dall’altra quella di un ex medico ospedaliero e della moglie - Maria Piera Bruttini che attraverso il suo legale ha presentato il ricorso in Cassazione - che avevano deciso di investire parte dei loro risparmi nell’acquisto del bar. A un certo punto la coppia contesta i conti della gestione arrivando ad ottenere il sequestro delle quote sociali del bar subito dissequestrate dal gip che non avrebbe trovato indizi sufficienti per dimostrare il compimento dei reati attribuiti.

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