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Si allarga il fronte contrario alla centralina

BAGNI DI LUCCA. Si allarga il fronte di ambientalisti, associazioni, operatori turistici, commercianti, imprenditori e cittadini che si oppongono alla realizzazione della nuova centralina sulla Lima...

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BAGNI DI LUCCA. Si allarga il fronte di ambientalisti, associazioni, operatori turistici, commercianti, imprenditori e cittadini che si oppongono alla realizzazione della nuova centralina sulla Lima in località Cevoli, nei pressi di Fabbriche di Casabasciana. Al comitato Salviamo la Lima, al comitato Ambiente, alle associazioni canoistiche e della pesca sportiva, alle centinaia di cittadini che già lo scorso anno avevano firmato un appello per il no all'impianto, si sono uniti Italia Nostra, l'associazione Pro-muovere per la promozione turistica, l'associazione In Sella per la promozione turistica equestre e mountain bike e tanti operatori del settore alberghiero, del commercio e della ristorazione. Insieme hanno predisposto una petizione che hanno presentato al Comune, alla Provincia, alla Regione, all'Autorità di Bacino e a tutti i soggetti preposti ai controlli perché neghino l'autorizzazione al nuovo impianto. «Premesso che non siamo contrari in assoluto alla produzione di energia idrolettrica - si legge nella petizione - siamo tuttavia fermamente contrari alla realizzazione della centralina sulla Lima in località Cevoli». Nel prosieguo della petizione, comitati, associazioni e cittadini spiegano: «L'intero bacino del Serchio è stato già ampiamente compromesso con la costruzione di oltre 62 derivazioni a scopo idroelettrico e rischia di essere sfruttato con altre 52 in fase di progettazione. Ben 34 delle derivazioni già realizzate insistono sul torrente Lima la nuova centrale idroelettrica comprometterebbe in maniera irreversibile la vita della Lima proprio perché si andrebbe a posizionare immediatamente dopo il rilascio della centrale dell'Enel posta a monte (al Giardinetto), che già priva il torrente delle sue acque per oltre 5 chilometri». I firmatari aggiungono che l'intervento «non crea un solo posto di lavoro e comprometterebbe invece in modo definitivo lo sviluppo delle numerose attività ludico-ricreative, sportive e turistiche che già producono un interessante ritorno economico. Se debitamente tutelate, potrebbero ulteriormente svilupparsi e creare occupazione a basso impatto ambientale. Un'opportunità che non può essere negata all'ormai depressa vallata».

Emanuela Ambrogi

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