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Il carcere a Maggiano, edilizia residenziale nel San Giorgio

Il carcere a Maggiano, edilizia residenziale nel San Giorgio

LUCCA. Il “sogno” per Maggiano? Farlo diventare la nuova sede del carcere di Lucca. Un’altra delle previsioni contenute nel piano strutturale, anche questa confermata direttamente dall’assessore...

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LUCCA. Il “sogno” per Maggiano? Farlo diventare la nuova sede del carcere di Lucca. Un’altra delle previsioni contenute nel piano strutturale, anche questa confermata direttamente dall’assessore Serena Mammini. Anche in questo caso non si tratta di una novità assoluta: l’idea esisteva, seppure non fosse stata finora “messa su carta”.

Secondo la proposta di piano strutturale formulata dall’amministrazione comunale, la partita prevederebbe però una compensazione impegnativa: una volta che il San Giorgio venisse ricollocato all’interno dell’ex manicomio debitamente ristrutturato, sarebbe opportuno se non necessario pensare a un progetto di riqualificazione del San Giorgio. Un bellissimo complesso in realtà, un ex convento assai vasto.

Un complesso ideale, come anticipa l’assessore all’urbanistica, da riconvertire in blocco di edilizia residenziale, «magari pensato per giovani coppie», spiega l’amministratrice. Progetto che potrebbe avere un senso anche nell’ottica di un piano per riportare la residenza nel centro storico: invitante nella teoria ma non facile nella realizzazione reale, viste le dimensioni del potenziale investimento per la riqualificazione.

Altro nodo già molto contestato nella discussione in corso sul piano strutturale riguarda la nuova edificazione. Circa 1.600 unità abitative che potrebbero essere realizzate. L’assessore all’urbanistica sottolinea che «la nuova edificazione è prevista solo nelle aree colorate in grigio sulle cartografie del piano: sono le aree già abitate. Significa che eventuali nuove abitazioni non andrebbero a consumare altro suolo fuori dalle aree abitate ma rimarrebbero al loro interno. Del resto, con molta chiarezza all’interno delle cartografie abbiamo indicato come i “cunei” venutisi a creare a causa di schiere di abitazioni costruite nelle aree verdi interne al territorio rispetto alla parte centrale saranno intoccabili: non si potrà costruire al loro interno a meno che non si tratti di riqualificazioni di aziende agricole. Si è già costruito anche troppo. Infatti la nostra idea di piano strutturale ha tra gli obiettivi primari il contrasto al consumo di suolo, il riuso e la rigenerazione, la tutela dello sviluppo rurale e degli utenti deboli».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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