Attenzione
A giudizio il rapinatore dell’ex prof
Il 12 luglio inizia il processo per l’uomo che, con alcuni complici, aggredì in casa Maria Elisa Lastrucci
LUCCA. Essere aggrediti e rapinati in casa mentre si è comodamente seduti in divano è uno degli choc maggiori per tutti e per le persone anziane in modo particolare. Per uno di questi terribili episodi di violenza urbana il gup del tribunale di Lucca ha disposto il rinvio a giudizio per Ahmet Dibrani, cittadino di origini slave, che deve rispondere di rapina aggravata in concorso e lesioni gravi. Il 12 luglio inizierà il processo all'uomo arrestato nel 2014 nell'operazione ad opera degli uomini della Questura lucchese denominata “Falange macedone”.
L'inchiesta condotta dalla squadra mobile con il coordinamento del servizio centrale operativo nei confronti di un sodalizio di cittadini serbo-macedoni resisi responsabili di numerosi episodi di rapine in villa, sovente perpetrate con particolare efferatezza, nonchè di furti sempre in abitazione, commessi in varie zone. L' operazione si inseriva nel più ampio progetto denominato "Home 2013", che la polizia di Stato ha coordinando a livello nazionale per frenare il fenomeno dei reati contro il patrimonio, con particolare riferimento proprio alle rapine ed ai furti in abitazione. A seguito della complessa attività investigativa, coordinata dal pm, Enrico Corucci, il gip Giuseppe Pezzuti aveva ordinato l'esecuzione di 7 misure cautelari tra cui quella per Ahmet Dibrani.
Fra le rapine contestate, quella a Maria Elisa Lastrucci, a Lucca, il 22 gennaio del 2013. L' anziana vittima fu ripetutamente percossa e seviziata con un coltello, tanto da dover ricorrere alle cure mediche, e costretta ad aprire la cassaforte da cui furono asportati circa 1.000 euro ed un orologio di valore. La feroce aggressione avvenne a 100 metri dalle Mura lucchesi, sulla circonvallazione. In un condominio in viale Pacini. La vittima Maria Elisa Lastrucci, aveva all'epoca 63 anni, e da tempo vive a Cecina con il marito Roberto Cantini, medico del nosocomio del luogo e tra i primi ad accorrere al pronto soccorso. L'ex docente di lettere (ha insegnato anche alla media di S. Concordio) ferita e sotto choc alle 23,30 di quel fatidico 22 gennaio di tre anni fa, venne sottoposta a Tac e ad altri accertamenti per verificare eventuali fratture costali o alle ossa nasali. Se la cavò con alcune lesioni senza gravi conseguenze, per fortuna, e tanta paura.
Vincenzo Brunelli
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