Italia
Giro di vite sulla sicurezza
Sanzioni penali pesanti e sospensione delle concessioni per chi sgarra
INVIATA A FIRENZE. Sei o anche sette controlli l’anno in ogni cava di marmo. E almeno un controllo l’anno, al massimo ogni due - invece che ogni 12 anni - nelle aziende lapidee, che lavorano e movimentano le lastre.
Aumentano i controlli sulla sicurezza nel distretto Apuo-Versiliese del marmo. Da (quasi) subito. I soldi - 2 milioni e mezzo - la Regione li ha già tirati fuori. Servono per assumere il personale e i fuoristrada da spedire da Carrara a Stazzema, senza tralasciare, però, le cave della Garfagnana. Tre morti sul lavoro in cinque mesi sono troppi e inaccettabili. Per questo la Regione approva il piano straordinario di emergenza. Che oltre ai controlli intensificati prevede pure una misura straordinaria, non ancora approvata ma già programmata: la sospensione della concessione alle cave non in regola per la sicurezza.
SOSPENDERE LE CONCESSIONI
Occorre cambiare la legge regionale per inasprire le sanzioni amministrative, ma la Regione - assicura l’assessore alla Sanità, Stefania Saccardi - è già al lavoro. «Chiederà anche al governo di inasprire le sanzioni penali per gli imprenditori che non si adegueranno alle nuove regole di sicurezza sul lavoro. Per questo, infatti, ci vuole una legge nazionale. Ma noi faremo pressione». Senza perdere tempo. Del resto, la Regione approva il piano straordinario di sicurezza del marmo a una settimana dall’ultimo incidente mortale in un’azienda: il 9 maggio un operaio è rimasto schiacciato durante la movimentazione di una lastra di marmo. E solo poche settimane fa, due operai sono morti in cava a Carrara.
6 CONTROLLI L’ANNO A CAVA
Questi due incidenti spingono la Regione a potenziare i controlli «per ridurre i profili di rischio». Così i 280 accessi in cava effettuati nel 2015 nelle 170 cave del distretto «con 100 valutazioni sulla stabilità dei versanti», diventeranno 2280 in due anni «con 6/7 accessi ogni anno in ciascuna cava» grazie all’acquisto di 17 fuoristrada e all’assunzione (a tempo determinato) di almeno 23 dipendenti per l’Asl. «Per l’assunzione del personale - precisa l’assessore Saccardi - utilizzeremo 2 milioni su 2,5. Prenderemo in pianta stabile 1 ingegnere, 2 geologi e fino a 50 persone a tempo determinato per due anni. Ma non è escluso che il progetto venga prorogato fino alla fine della legislatura. La sicurezza, infatti, per la Regione è una priorità e questo piano è simile a quello studiato per Prato dove c’era l’emergenza nel settore tessile: alla fine quel progetto di contrasto al lavoro nero e alla mancanza di sicurezza si è ripagato da solo con le sanzioni alle imprese irregolari».
MULTE PIÙ SALATE
Lo stesso potrebbe accadere per il progetto cave. Infatti l’inasprimento delle sanzioni amministrative è uno dei punti cardine del piano, in discussione fra Regione e Comune. Inasprimento che contempla sia l’aumento delle multe, sia la sospensione delle concessioni, conferma l’assessore Saccardi. A suggerire questa sanzione è il governatore Enrico Rossi, e deve essere condivisa dai Comuni che rilasciano le concessioni per l’attività estrattativa. Ma in linea di massima c’è accordo su questa linea. «Vedremo, invece - aggiunge Stefania Saccardi - se sarà introdotta anche la revoca della concessione».
PREVENZIONE E RIMEDI
In attesa di decidere, la Regione - con l’Associazione Industriali - ha già messo in fila una serie di attività da svolgere grazie al personale in più presto a disposizione dell’Asl Toscana Nord Ovest: vigilanza nelle cave per verificare il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuali e delle protezioni collettive; vigilanza per verificare le valutazioni effettuate sugli aggiornamenti rispetto alla stabilità e sulle modalità di “coltivazione” previste nei piani: in caso di problematiche di instabilità, potranno essere emessi «provvedimenti di sicurezza»; elaborazione di un testo sulle dinamiche degli infortuni in collaborazione con Inail e con il comitato paritetico marmo di Carrara ed elenco di possibili azioni «che avrebbero potuto evitarli»; incontri informativi e di assistenza nelle cave con il personale.
Inoltre - aggiunge Stefania Saccardi - verrà elaborato «in tempi rapidi dagli Industriali un vademecum che sarà alla base della revisione delle procedure di sicurezza. La collaborazione fra Asl, Regione e imprenditori sarà massima: questo è emerso nell’incontro che abbiamo avuto lunedì».
900 CONTROLLI IN AZIENDA
Nelle regole contro incluse anche le linee guida per la “movimentazione in sicurezza dei materiali lapidei” su cui, grazie al personale aggiunto, verrà garantita una vigilanza extra rispetto al passato. In particolare - assicura la Regione - se nel 2015 nelle 600 aziende lapidee ci sono stati 50 accessi, con una media di 1 controllo per azienda ogni 12 anni, nel biennio 2016-2018 i controlli diventeranno 900. E infatti ciascuna azienda sarà visitata in media una volta ogni anno o due al massimo. Questo consentirà una reale «vigilanza sul protocollo sanitario, una valutazione sulla diffusione di soluzioni tecniche a carattere innovativo disponibili», mentre procederà la «ricerca di mercato sul possibile utilizzo di attrezzature per la movimentazione automatizzata delle lastre».
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