Il Tirreno

Lucca

Primi medici indagati per l’errore del rene

di Luca Tronchetti
Primi medici indagati per l’errore del rene

Lucca: mercoledì Dal Porto sarà visitato dal dottor Cecchi all’ospedale Versilia

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LUCCA. Primi medici indagati dalla procura della Repubblica per il clamoroso errore del rene sano asportato al posto di quello malato ad un paziente durante l’intervento chirurgico eseguito dall’urologo Stefano Torcigliani il 14 aprile scorso all’ospedale San Luca. Si tratta di un atto dovuto a garanzia degli indagati che, al momento, devono rispondere del reato di cooperazione colposa nelle lesioni gravi causate all’ex imprenditore Guido Dal Porto. Si è passati quindi ad una iscrizione da modello 44 (a carico di persone ignote) a a modelli 21 (a carico di persone note assieme al fatto attribuito).

Sui nominativi, allo stato degli atti, il sostituto procuratore Elena Leone mantiene il riserbo anche perché si tratta dei primissimi riscontri e il magistrato non ha ancora ricevuta l’intera documentazioni richiesta attraverso acquisizioni e sequestri operati dai carabinieri del nucleo antisofisticazioni di Livorno assieme a quelli del Norm. In pratica è stata inviata una prima informativa, ma manca la relazione dettagliata. Di certo sono stati sequestrati il rene asportato al paziente e le due sonde in dotazione allo staff medico-chirurgico per eseguire l’ureteroscopia (una lunga 43 centimetri, l’altra 67 e in grado di raggiungere zone ben più lontane). Ma anche le cartelle cliniche e il dischetto con la Tac effettuata al paziente dalla radiologa Claudia Gianni e visionato in sala operatoria dal chirurgo-urologo e dall’altro medico specialista che ha preso parte all’intervento.

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E proprio su quanto è accaduto in sala operatoria messo in relazione con i protocolli Asl che si concentrano le attenzioni della magistratura. Perché nel referto radiologico in un passaggio iniziale si confonde il destro (sano) con il sinistro (malato), ma in un’analisi più approfondita questo scambio non emerge. E, come se questo non bastasse, nel «file» che dovrebbe essere stato letto in sala operatoria accanto al referto ci sono le lastre facilmente leggibili da chiunque abbia cognizioni in materia. L’impressione è che, nei prossimi giorni, vi possano essere nuove iscrizioni ponendo al centro dell’indagine un punto cardine impossibile da non prendere in considerazione: i protocolli sanitari vigenti per quanto riguarda il trattamento dei pazienti dal momento della diagnosi al momento dell'intervento chirurgico. In poche parole il sospetto di neoplasia al rene (destro o sinistro poco importa) emerso subito dopo aver eseguito i raggi necessitava o meno, stando ai protocolli, di ulteriori accertamenti diagnostici? Sono stati eseguiti?

Intanto mercoledì 18 alle 9 Guido Dal Porto sarà visitato dal dottor Massimo Cecchi all’ospedale Versilia: «Da lui voglio avere delle assicurazioni. Capire se davvero togliendomi il centimetro di tumore e sottoponendomi a cure ho grandi probabilità di guarigione. È stato l’unico, in questo frangente, a darmi speranze. Voglio guardarlo negli occhi e capire come stanno le cose».

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