Il Tirreno

Lucca

Giudizio immediato per il truffatore degli uffici postali

di Luca Tronchetti

Si presentava agli sportelli esibendo carte d’identità false e riscuoteva il rimborso Irpef intestato a un’altra persona

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LUCCA. Un «pacco» ben congegnato che non poteva essere ideato da una sola persona visto che presupponeva la capacità di falsificare una serie di documenti (dalla carta d’identità al codice fiscale sino alla tessera sanitaria) e soprattutto l’abilità di entrare in possesso dei moduli di riscossione dei rimborsi Irpef erogati dall’Agenzia delle Entrate e intestati a persone esistenti che svolgevano un’attività libero professionale. Una truffa che presuppone, non solo una buona dose di faccia tosta, ma soprattutto coperture tipiche di un’organizzazione dedita a questo genere raggiri su tutto il territorio nazionale. Anche perché entrare in possesso della corrispondenza destinata effettivamente a chi deve ricevere dall’Inps il rimborso per aver corrisposto più di quanto dovuto all’Erario presenta notevoli difficoltà senza una qualche complicità nel sistema. Comunque l’unico a finire nella maglie della giustizia è stato Vincenzo Ferrigno, 46 anni, originario della provincia di Caserta, con pagine e pagine di precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio. Nei suoi confronti la procura di Lucca ha chiesto il giudizio immediato relativamente a tre episodi - due riusciti e uno tentato - avvenuti nel maggio del 2015. Ma sono almeno una quindicina le denunce nei confronti di Ferrigno in tutta Italia: da Milano all’Emilia sino a Grosseto. Il malfattore venne arrestato nel febbraio scorso a Livorno per l’ennesima truffa, stavolta finita male, allo sportello dell’ufficio postale di piazza Dante: riconosciuto da una dipendente (era tra i segnalati dalla direzione generale delle Poste) che prese tempo e avvertì i carabinieri facendolo arrestare. Per quell’episodio e per gli altri avvenuti in mezza Italia verrà processato separatamente seguendo il criterio della competenza territoriale. Attualmente Ferrigno si trova a Napoli agli arresti domiciliari in attesa dei processi che non tarderanno ad arrivare.

I fatti in Lucchesia. La prima volta Ferrigno si è presentato allo sportello postale di via San Gregorio nel centro cittadino con carta d’identità, tessera sanitaria e codice fiscale intestato all’ignaro Pasquale Merata. Generalità reali ricavate dal mandato di pagamento che sarebbe dovuto arrivare per posta tramite raccomandata inviata dall’Agenzia delle Entrate all’effettivo destinatario e che invece è finito, chissà come, in mano a Ferrigno. Che ha provveduto a falsificare i documenti applicando alla carta d’identità tarocca la sua foto vera. Così quando si è presentato alle poste di via San Gregorio mostrando il mandato e il documento l’impiegato gli ha versato in contanti l’importo indicato: 550 euro. Stessa storia una decina di giorni dopo allo sportello di via Puccini a S. Anna. Carta d’identità contraffatta e mandato di pagamento intestato all’ignaro Giovanni Dell’Angelo per un importo di 517 euro. La terza volta invece all’ufficio postale di via Carlo del Prete a Ferrigno alias Gennaro Sperantonio è andata male. L’impiegata non gli ha versato i 616 euro indicati nel mandato e ha avvertito i carabinieri di Borgo Giannotti guidati dal maresciallo Carlo Zingale. Che, delegati dal sostituto Aldo Ingangi, hanno svolto accertamenti anche attraverso informative di altri comandi arrivando a denunciare Ferrigno per truffa, ricettazione, sostituzione di persona, falso in atto pubblico.

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