Italia
Ai danni dell’alluvione segue la beffa della multa
Le ricevute della dichiarazione dei redditi del 2011 furono distrutte dall’acqua ma la spiegazione non basta all’agenzia delle entrate e scatta la sanzione
LUCCA. Dopo il danno, la beffa. Un’espressione comune che descrive bene la brutta esperienza vissuta da Leonardo Andreozzi, di San Martino in Freddana, che il danno (e che danno) lo aveva subito veramente e che adesso, a distanza di qualche anno, si trova a dover pure pagare dei soldi (e parecchi) per le conseguenze del danno subito.
Tutto parte da un banale controllo, una di quelle verifiche a campione fatte dall’agenzia delle entrate per valutare la veridicità delle dichiarazioni dei redditi e, soprattutto, delle pezze di appoggio (scontrini, ricevute e così via) per chiedere le detrazioni. A finire nell’elenco dei controllati anche il 730 del 2011 del signor Andreozzi, che, però, non ha potuto presentare gran parte delle ricevute richieste. E non lo ha potuto fare per un’ottima ragione: in gran parte erano andate distrutte. Si entra infatti nel capitolo “danno”, l’alluvione che nel luglio del 2014 colpì la proprietà della sua famiglia, con l’esondazione del Freddana che provocò pesanti conseguenze.
«Arrivammo ad avere sessanta centimetri d’acqua in casa – spiega Andreozzi – i documenti più vecchi, compresa la dichiarazione dei redditi del 2011, non li tenevamo in casa, altrimenti non avremmo avuto più spazio. Erano in una rimessa, su uno scaffale, ma furono lo stesso raggiunti e danneggiati dall’acqua». Sul momento, probabilmente, quelle carte distrutte rappresentarono il pensiero minore per la famiglia Andreozzi, rispetto a tutti gli altri danni provocati dall’alluvione del 21 luglio.
Invece, dopo poco, inizia l’incubo, con l’avvio della verifica da parte dell’agenzia delle entrate di Lucca: «Ci hanno chiesto la documentazione – continua il racconto – e abbiamo provato a spiegare l’accaduto, cercando di parlare con un responsabile. Ho portato tutta la documentazione che dimostrava il danno subito, le foto fatte dal personale del Comune. Sul posto il giorno dell’alluvione era intervenuto anche il sindaco di Pescaglia. Ma non è servito a nulla. Mi è stato detto che io dovevo solo dimostrare la veridicità della mia dichiarazione dei redditi».
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È iniziato a quel punto una sorta di braccio di ferro, con la vittima dell’alluvione impegnata a recuperare il recuperabile della documentazione (conservata dopo l’alluvione, ma ormai in gran parte irrimediabilmente danneggiata), e a produrre prove del danno subito, tra certificati del Comune, dati meteorologici di archivio, fotografie e così via.
Alla fine comunque è scattata la sanzione, con tanto di coinvolgimento di Equitalia: «E c’è da dire una cosa – continua Leonardo Andreozzi – tutti parlano male di Equitalia, io invece lì ho trovato una profonda comprensione. Loro stessi sono rimasti increduli di fronte a questa situazione».
Alla fine, comunque, non c’è stato niente da fare. Dopo il danno del luglio 2014 è arrivata la “beffa”, sotto forma di sanzione da 2.400 euro. «Una bella somma per un operaio come me, l’unica cosa che sono riuscito a ottenere è stata una dilazione del pagamento», rate da circa 400 euro, che Andreozzi ha già cominciato a pagare.
Una storia di ordinaria burocrazia che non lascia l’amaro solo in bocca all’uomo. Adesso la famiglia vive anche in uno stato di preoccupazione: non si ripeterà la stessa cosa per le dichiarazioni dei redditi del 2012 e del 2013, visto che anche quei documenti sono andati distrutti?
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