Il Tirreno

Lucca

Molestie a due bimbi Chiesti 400mila euro di risarcimento danni

Dal legale nella causa civile davanti al giudice Fontanini Il condannato è detenuto da 6 mesi per un nuovo caso

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LUCCA. Duecentomila euro di risarcimento per i due bimbi molestati da un giovane di 25 anni ex catechista e centomila euro per la mamma dei ragazzini. È la richiesta in sede civile - il processo si tiene davanti al giudice Enrico Fontanini - dell’avvocato della parte lesa Nicola Barsotti sulla base di una consulenza psichiatrica prodotta e di certificati medici attestanti lo choc subito. Un procedimento che a metà giugno vedrà comparire davanti al giudice una serie di testimoni della parte attrice. Il legale della parte convenuta contesta gli abusi sessuali di cui viene accusato il suo assistito nel tentativo di disattendere la sentenza di patteggiamento davanti al gup a due anni di reclusione con i benefici di legge. Una sentenza che risale al 2014 mentre la vicenda in questione emerse alla vigilia di Natale del 2011 e venne alla luce all’inizio del 2012 quando alcune maestre di una scuola elementare della Piana avevano notato quel giovane seguire i due bimbi di 10 anni sino al cancello lanciando baci a uno di loro. Le insegnanti avevano avvertito la madre descrivendo il presunto autore delle molestie e da lì, anche grazie alle assistenti sociali a cui erano affidati i due figli, era partita la denuncia sfociata con un patteggiamento. Adesso toccherà al legale del giovane accusato di pedofilia dimostrare in sede civile l’estraneità del suo assistito.

La vicenda penale. Sono passati oltre sei mesi dal giorno dell’arresto dell’animatore turistico stagionale di 25 anni accusato di violenza sessuale ai danni di un bimbo di 10 anni, figlio di vacanzieri del Nord Italia, avvenuta in un villaggio turistico a Sharm el Sheik in Egitto. Il giovane è ancora detenuto nel carcere di Prato e l’inchiesta del sostituto procuratore Sara Polino non si è ancora conclusa. Tra perizie, accertamenti tecnici irripetibili e una nuova denuncia a carico del giovane da parte di un’altra famiglia della Lucchesia servirà ancora un po’ di tempo per avere un quadro probatorio completo anche se, già in questa fase, le responsabilità dell’ex animatore turistico sembrano assai evidenti. Gli approfondimenti sono rivolti soprattutto al caso locale emerso dopo l’arresto del giovane avvenuto ad inizio novembre 2015 che portò anche alla perquisizione dell’abitazione dove viveva con i genitori e al sequestro effettuato dai carabinieri incaricati dalla procura del pc e del telefonino. E dagli strumenti di alta tecnologia che sarebbero emerse prove ritenute importanti dagli investigatori: messaggi espliciti e immagini su Fb e WhatsApp.

La recidiva. Sullo sfondo di una vicenda che ha turbato l’opinione pubblica causando un dolore straziante e indicibile sia per le vittime sia per i congiunti del ragazzo che, mostrando una doppia personalità, era riuscito a crearsi una fitta rete di amicizie grazie alla sua attività a livello sociale con frequentazioni in un istituto religioso della Lucchesia e partecipazioni ad iniziative per le feste di carnevale dedicate ai più piccini. E dire che i segnali c’erano stati con la condanna a due anni del giudice avvenuta nel 2011. Nessuno però li ha colti: genitori, amici, ambiente circostante. E adesso, in virtù dell’aggravante della recidiva infraquinquennale per fatti analoghi, l’ex animatore turistico rischia una pena molto pesante in caso di condanna.

Luca Tronchetti

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