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Lucca

Nei guai per simulazione di reato

Nei guai per simulazione di reato

Accusa la banca della clonazione della carta di credito, ma in realtà trasferisce i soldi su un altro conto

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LUCCA. Aveva perso una cifra ingente alle slot e al gioco e ha pensato bene di escogitare un marchingegno scaricando la responsabilità sull’istituto di credito su cui deteneva i suoi risparmi. In sostanza ha denunciato ai carabinieri che qualcuno li aveva prosciugato il conto corrente attraverso prelevamenti con la sua carta di credito che evidentemente gli era stata clonata. In realtà il cinquantenne della Lucchesia non aveva fatto altro che trasferire quei soldi dal conto corrente bancario a un altro conto postepay a lui riconducibile. Forse confidava che i carabinieri - a cui si era rivolto con un dettagliato esposto che tirava in ballo la banca - con l’immane lavoro che devono svolgere quotidianamente non avessero avuto il tempo di fare i dovuti approfondimenti. Invece i militari con pazienza certosina si sono accorti che il conto bancario intestato al cinquantenne della Lucchesia era stato fraudolentemente movimentato, ma che gli hacker non c’entravano nulla. Sul conto c’erano rimasti 9 euro degli 8500 depositati. Una buona parte di quel denaro era transitata da una carta postepay intestata proprio a lui. Visto che era reduce da un’ingente perdita al gioco in quel modo voleva simulare la clonazione della sua credit card in modo che la banca fosse obbligata a versare quei soldi che in realtà erano già a sua disposizione perché depositati in un conto postale. Avrebbe così raddoppiato il capitale azzerando o quasi i rovesci finanziari causati dal gioco. Invece gli è andata male e il sostituto procuratore Piero Capizzoto ha chiesto nei suoi confronti il processo per simulazione di reato. (l.t.)

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