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Lucca

Cisl: medicina d’urgenza a rischio

Cisl: medicina d’urgenza a rischio

Per il sindacato l’Asl taglierà il reparto per sopperire alle carenze del Pronto soccorso

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LUCCA. «Giù le mani dalla Medicina d’urgenza». A parlare è Luciano Cotrozzi, sindacalista della Cisl che esprime timore per il futuro del reparto che potrebbe essere sacrificato dalla direzione sanitaria per riequilibrare le carenze di organico che si registrano in Pronto soccorso. «Il timore di Cisl fp e Cisl medici – si legge in una nota – è che per risolvere le problematiche del pronto soccorso, la direzione stia pensando alla chiusura della sezione di Medicina d'urgenza, recuperando così 6 medici e 12 infermieri da reimmettere in pronto soccorso. Nel dichiararsi assolutamente contrarie a tale tipo di eventuale soluzione, Cisl evidenzia come, nel caso, un altro servizio importante verrebbe smantellato a Lucca». Per sottolineare l'importanza della Medicina d'urgenza e la mole di lavoro espletata bastano i numeri del 2015: 1180 ricoveri, di cui circa 850 dimessi e circa 330 trasferiti ad altri reparti. «L'eventuale smantellamento di Medicina d'urgenza che con ogni probabilità verrebbe fatta passare come ennesima "riorganizzazione" – continuano i sindacati – determinerebbe la perdita di ulteriori 12-14 posti letto con l'aggravante che tale servizio gestisce pazienti con problematiche che non sono di pertinenza rianimatoria/subintensiva, ma nemmeno della medicina generale in quanto necessitano di monitoraggio continuo per stabilizzazione cardiorespiratoria o stabilizzazione emodinamica. È anche da dire che una eventuale collocazione di questi pazienti in rianimazione/subintensiva andrebbe ad ingolfare ulteriormente posti ad alta criticità con dispendio di risorse umane e tecnologiche senza che la loro patologia lo richieda».

Secondo il sindacato la chiusura della Medicina d'urgenza porterebbe a un ulteriorie scadimento qualitativo dell'offerta al cittadino, mentre, a parere della Cisl servirebbe da parte dell'azienda un investimento per risollevare le risorse umane e fare funzionare al meglio il nuovo ospedale.

«Inoltre – prosegue la nota – come spiegare alla popolazione e alla Corte dei conti come una programmazione fatta 3 anni fa dall'allora direttore generale D'Urso con la apertura della Medicina d'urgenza, e proseguita con il Dr. Polimeni, si trova adesso a rischio di chiusura? È questo che veramente è nei disegni della direzione della Asl toscana nord ovest?

A fronte di queste problematiche Cisl fp e Cisl medici chiedono alla direzione che firmi un impegno per bandire con data certa un bando di concorso a tempo indeterminato per Infermieri e oss e uno per medici per il pronto soccorso.

«In caso di mancata risposta o risposta vaga dell'azienda – conclude la Cisl – effettueranno specifica vertenza sindacale».

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