Sicurezza
Caffè Di Simo, presto l’inizio dei lavori
La proprietà ha chiesto le autorizzazioni e attende l’ok per rendere agibili i locali dello storico edificio di via Fillungo
LUCCA. Qualcosa si sta muovendo. Lo storico Caffé Di Simo di via Fillungo meta ideale di scrittori, poeti e personaggi del mondo della cultura e delle professioni entro fine anno potrebbe tornare a splendere di luce propria e a rinverdire i fasti di un passato glorioso quando personaggi illustri come il maestro Giacomo Puccini o il poeta Giovanni Pascoli frequentavano il locale arricchendolo di fascino e cultura. Il motivo? Dopo l’ultima vicissitudine giudiziaria e con la fine dei processi di natura civile le proprietarie dell’immobile hanno deciso di effettuare quei lavori necessari per poter riaprire al pubblico lo storico caffé. Sono state presentate agli enti preposti (comune, soprintendenza) le richieste e le autorizzazioni per eseguire i lavori strutturali e di messa a norma del locale di pregio. Appena la proprietà otterrà tutti i documenti inizieranno i lavori destinati a far tornare all’antico splendore un antico caffè amato non solo dai lucchesi, ma anche dai turisti perché in grado di emanare il fascino e la bellezza del passato.
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La Cogea. Dopo la sentenza del giudice civile onorario Alessandro Vincelle, depositata in tribunale lo scorso febbraio, la situazione legata al Caffè Di Simo è cristallizzata. Stando al tribunale, la Cogea srl di Orvieto, società che detiene in affitto i locali dello storico edificio chiuso ormai dall’agosto 2012, non avrebbe dovuto essere sfrattata dalle proprietarie dell’immobile, le cugine Giulia Barsanti e Erula Dell’Agnello. Il rigetto del giudice della richiesta di sfratto è legato all’insussistenza dei motivi legati alla presunta morosità della società umbra. Infatti il Caffé Di Simo era inutilizzabile dal momento in cui erano stati collocati a terra per puntellare il soffitto i cosiddetti «cristi». La proprietà avrebbe dovuto effettuare i lavori di ristrutturazione rendendo agibile l'immobile per pretendere il pagamento del canone d'affitto. Quindi lo storico locale, patrimonio della città, per riaprire necessità di lavori che le proprietarie debbono far eseguire a loro spese. In particolare lavori di messa a norma dell'edificio in modo che la Cogea srl possa nuovamente operare facendo tornare all'antico splendore la caffetteria. E la stessa Cogea srl ha avuto assicurazione dalla proprietà che i lavori saranno eseguiti una volta rilasciate le autorizzazioni di legge.
L’altra causa con L’Ilva. Prima della causa legato all’ipotesi di sfratto per morosità tra Cogea srl e proprietà del Di Simo c’era stata un’altra querelle tra affittuari e proprietari da un lato e i gestori dell’antico locale cittadino. Dalla decisione del giudice civile era uscita sconfitta la «Ilva», società lucchese affittuaria della gestione della caffetteria che, nel 2011, aveva acquistato un ramo d'azienda dalla Cogea e aveva in animo di riaprire dopo aver deciso di fare i lavori per limitare i danni strutturali all'antico e prestigioso caffè letterario. La Cogea era legittimata alla rivalsa sulla società Ilva (amministratrice Ilaria Lippi) per il mancato pagamento di alcuni canoni di affitto, l'Ilva riteneva invece di poter scalare le spese già sostenute per interventi di manutenzione straordinaria sull'immobile dalle rate di affitto mensili mentre le due sorelle proprietarie hanno sempre ritenuto che quei lavori non spettassero a loro. Alla fine quei costi legati al restauro e alla messa in sicurezza gravarono sulle spalle della Ilva srl.
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