Il Tirreno

Lucca

Progetto di recupero per il Nottolini

Gianni Parrini
Progetto di recupero per il Nottolini

Ci vorranno alcuni milioni per il restauro dell’acquedotto ottocentesco: il Comune batte cassa al ministero

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LUCCA. Una tesi di laurea da cui partire, un progetto di recupero da portare avanti e risorse da scovare in un bando ministeriale. E non solo. Scorrono acqua fresca e novità intorno al Nottolini, il capolavoro di ingegneria idraulica che collega le sorgenti capannoresi de Le Parole d’Oro con Lucca. Dal 1962, quando l’ampliamento dell’ A11 costrinse ad abbattere alcuni pilastri, l’infrastruttura è inutilizzata. Ma ora l’amministrazione Tambellini pensa di recuperarla.

La goccia da cui partire è una tesi di laurea in ingegneria edile. A scriverla è uno studente camaiorese dell’università di Pisa, Nicola Raffaeli. L’aspirante ingegneria, seguito dalla professoressa Maria Luisa Beconcini, docente di costruzioni in zona sismica e recupero e conservazione degli edifici, ci sta lavorando da alcune settimane e ha già individuato criticità e punti deboli della struttura.

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Dopo una prima fase di raccolta della documentazione storica sul monumento lucchese, lo studio è entrato nel vivo con le prime verifiche strutturali: nelle scorse settimane sono state eseguite alcune misurazioni della inclinazione dei primi sei pilastri della struttura insieme alla professoressa Gabriella Caroti e mercoledì sono iniziate le misure dinamiche di vibrazione che hanno visto impegnati sul posto, oltre allo studente laureando e alla professoressa Beconcini, i geologi Pietro Barsanti e Donato Merola.

«Abbiamo accolto con entusiasmo la proposta dell'Università di Pisa e della professoressa Beconcini - dichiara l'assessore ai lavori pubblici Francesca Pierotti - L’analisi che sta conducendo Raffaelli va nella direzione di aumentare la conoscenza di un monumento importante e caro ai lucchesi e sul quale come amministrazione comunale siamo impegnati a reperire risorse, sia a livello pubblico che privato, da investire per recuperarlo e valorizzarlo rendendolo fruibile per i cittadini lucchesi e i visitatori della nostra città». La tesi di laurea dello studente camaiorese Nicola Raffaelli sarà pronta probabilmente entro il mese di settembre prossimo.

Ma una volta terminata la fase di studio, bisognerà passare all’atto pratico. E serviranno i soldi, unico strumento capace di trasformare le idee in atto. Per trovarli il Comune intende percorrere due strade: «La prima è quella di un bando ministeriale che valorizza progetti legati alla mobilità – spiega l’assessore Pierotti – Dovrebbe uscire nelle prossime settimana e pensiamo di partecipare con dei progetti che riguardano la riqualificazione del quartiere di San Concordio, un po’ come abbiamo fatto per San Vito e Sant’Anna. All’interno delle nostre proposte ci sarà un progetto che prevede il recupero del tempietto in cui confluivano le acque e che oggi è un edificio abbandonato a se stesso. Solo per quello servono circa 300mila euro. Ma il progetto di recupero di tutto l’acquedotto è assai più costoso (si parla di qualche milione, ndr) e per cercare di ottenere parte di queste risorse dal bando ministeriale, punteremo sull’idea della pista ciclopedonale lunga sei chilometri che si snoda sotto gli archi dell’acquedotto. Non è un’idea nuova: l’avevamo lanciata tempo fa, assieme al Comune di Capannori. Partecipammo alla gara regionale ma questa proposta finì dietro quella per la riqualificazione della Francigena e i soldi non arrivarono. Stavolta speriamo di essere più fortunati».

L’altra opportunità per reperire risorse utili al Nottolini è data dal governo: nei giorni scorsi l’esecutivo del premier Renzi ha messo sul tavolo 150 milioni di euro per recuperare i luoghi abbandonati. Per determinare quali potranno beneficiare del contributo ci sarà una sorta di elezione: è stato attivato un indirizzo di posta elettronica (bellezza@governo.it) a cui i cittadini potranno segnalare un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare. Per votare c’è tempo fino al 31 maggio, poi una commissione ad hoc stabilirà a quali progetti assegnare le risorse. Il governo fa sapere che il decreto con lo stanziamento sarà emanato il 10 agosto 2016.

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